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Yara Gambirasio: arrestato il presunto assassino, ma è già stato sbattuto il mostro in prima pagina

Redazione mar 17 giugno 2014

Arrestato il presunto assassino di Yara Gambirasio, ma è già partita la gogna mediatica

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Yara Gambirasio: arrestato il presunto assassino, ma è già stato sbattuto il mostro in prima pagina

Yara Gambirasio: arrestato il presunto assassino, ma è già stato sbattuto il mostro in prima pagina Yara Gambirasio, dopo 4 anni di lunghe indagini forse c’è stata una svolta decisiva. E’ stato fermato Massimo Giuseppe Bossetti, che vive in un paese vicino, con l’accusa dell’omicidio di Yara Gambirasio. L’uomo è stato prelevato dalla sua casa dai carabinieri dove non ha rilasciato dichiarazioni, ma ha detto al pm di essere “sereno”. Ma prima di emanare sentenze forse sarebbe il caso di analizzare meglio il tutto, poiché questo torbida vicenda è costellata di tante incognite e buchi neri.

Yara Gambirasio: la caccia al mostro da sbattere in prima pagina

Il sensazionalismo e l’attenzione mediatica che ha suscitato questo caso scaturisce proprio dalla mostruosità dell’assassinio: una ragazzina di 13 anni, benvoluta da tutti, è stata uccisa a sangue freddo perché probabilmente avrebbe rifiutato un rapporto. Da qui la caccia al mostro da sbattere in prima pagina, una pratica tutta italiana per soddisfare la morbosità della gente. Per questo motivo fu fermato Mohamed Fikri, marocchino che lavorava nel cantiere di Mapello. Stava rientrando in Marocco per una vacanza con la famiglia, ma per una traduzione sbagliata per pochi giorni fu messo alla gogna come assassino di Yara Gambirasio. Ma di episodi simili ne è piena zeppa la giustizia italiana. Da Enzo Tortora, accusato ingiustamente di associazione mafiosa, ad Azouz Marzouk, passato per pochi giorni come l’assassino della sua famiglia ad Erba.

Quando i mass media si sostituiscono ai tribunali

I mass media si buttano a capofitto quando ci sono casi così eclatanti, che scuotono dal profondo la sensibilità e la coscienza della gente. Sono diventati dei veri tormentoni nel corso degli ultimi anni il delitto di Cogne, l’omicidio di Meredith Kercher, quello di Sara Scazzi e appunto di Yara Gambirasio. Le tv, le radio ed i giornali si sostituiscono ai tribunali, arrivando quasi a dare dei giudizi definitivi che hanno inevitabilmente condizionato l’opinione pubblica. E negli stessi tribunali la sentenza sembra già scritta proprio a causa del tamtam mediatico. In sostanza molti programmi televisivi trasmettono in forma spettacolare vicende giudiziarie ancora in corso, impossessandosi delle modalità dei tribunali ma col linguaggio della tv. La verità virtuale della tv insomma non sempre corrisponde a quella processuale dei tribunali. Ma in Italia è sempre caccia alle streghe, poco importa se il mostro sbattuto in prima pagina sia colpevole o meno. L’importante è che ci sia qualcuno per sfogare contro di lui i propri istinti e le proprie repressioni.

Yara Gambirasio, che la giustizia faccia il suo corso

Alla luce di quanto è emerso non si vuole certo dire che Massimo Giuseppe Bosetti, l’uomo arrestato, sia innocente. Anzi, le prove contro di lui sono schiaccianti. Gli slip della povera Yara erano macchiati proprio del dna dell’uomo. La sua identità è rimasta a lungo un mistero, poiché è il figlio illegittimo di Giuseppe Guerinoni, morto nel 1999. La compatibilità del dna ritrovato sugli slip di Yara e quella di Bosetti è quasi del 100%. Tuttavia in Italia si è innocenti fino a prova contraria. Non si tratta di essere innocenti o colpevolisti, quanto piuttosto di essere garantisti. Che la giustizia faccia il suo corso, che il processo sia equo ed imparziale, e soprattutto che la verità venga a galla una volta per tutte. Lo chiede la piccola Yara da lassù, un fiore strappato troppo presto a questo mondo senza un valido motivo.

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