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Tracciabilità sui prodotti e-commerce: nuovo giro di vite ad opera del governo giallo-verde

Redazione mar 5 febbraio 2019

Il governo giallo-verde sta pensando a delle restrizioni sulle vendite online con l’ipotesi di inserire la tracciabilità sui prodotti e-commerce.

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Tracciabilità sui prodotti e-commerce: nuovo giro di vite ad opera del governo giallo-verde

Dopo la normativa sui negozi aperti di domenica il governo gialloverde sta pensando ad un altro giro di vite che prevede la tracciabilità sui prodotti e-commerce. In pratica bisogna sapere da dove vengono e dove vengono confezionati tutti gli articoli commercializzati sul web. L’ipotesi è introdurre misure fiscali ad hoc per una maggiore trasparenza sulla provenienza dei prodotti. Lega e Movimento 5 Stelle fanno sapere che non intendono demonizzare il mondo dell’e-commerce, ma semplicemente tracciare delle regole valide per tutti che non penalizzino i prodotti “made in Italy”, i commercianti e gli artigiani.

Tracciabilità sui prodotti e-commerce: i pericoli di un vuoto legislativo

La paura del governo giallo-verde è che le principali piattaforme di vendita come Alibaba, eBay, Amazon ecc. godano di eccessivi vantaggi a livello fiscale che consentono di offrire prodotti a prezzi stracciati. I ricavati inoltre non sarebbero reinvestiti nel paese, ma custoditi gelosamente in paradisi fiscali che non generano profitto. Diversi siti e-commerce inoltre sono spesso collegati a società fittizie all’estero che godono di notevoli benefici fiscali sull’IVA, a differenza delle imprese italiane. Il governo intende colmare questo vuoto legislativo e spezzare questo circolo vizioso a favore dei piccoli negozi, che fanno fatica a tirare avanti e sono spesso costretti a chiudere bottega.

La maggioranza sta quindi pensando di introdurre una piattaforma Blockchain capace di tracciare i prodotti di tutti i siti di vendita online tramite un sofisticato sistema di algoritmi. A questo punto il sistema di tassazione sarebbe più equo per tutti e sarebbe possibile giocare la partita ad armi pari.

Una nuova proposta sui libri

Un altro nervo scoperto per l’economia italiana è il settore dei libri, dove molte piccole librerie sono state costrette a chiudere per la concorrenza spietata dei siti di e-commerce che vendono libri a prezzi praticamente stracciati. Il leghista Daniele Belotti ha presentato una proposta di legge per porre un freno agli sconti ed alle svendite dei libri sul web che ha messo in ginocchio molte librerie. Nello specifico la legge propone di ridurre al 5%, e non più al 15%, il tetto massimo per gli sconti. Le grandi librerie e gli e-commerce quindi non potrebbero più vendere i libri a prezzi troppo scontati, reinserendo anche le piccole librerie nuovamente sul mercato.

No a prezzi fissi

Il pentastellato Massimiliano De Toma ci ha però tenuto a precisare che l’obiettivo del governo non è imporre ai prodotti un prezzo fisso, che viene determinato dal mercato, ma puntare alla tracciabilità sui prodotti e-commerce per garantire una maggiore trasparenza ed un maggiore controllo fiscale.

Fonte foto: pixabay

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