advertisement

Tornado di Oklahoma City distrugge la città di Moore: il video

mar 21 maggio 2013

Oklahoma City e Moore sono state colpite da un tremendo tornado che ha seminato distruzione, terrore e morte. Moltissime le vittime e i feriti; Obama ha dichiataro lo stato di calamità naturale.

advertisement
Tornado di Oklahoma City distrugge la città di Moore: il video

Gli USA combattono ancora una volta contro le calamità naturali. Nella giornata di ieri, alle 14.56 ora locale, la città di Oklahoma City e la vicina Moore sono state colpite la un violento tornado che ha provocato morte, distruzione e feriti.

Leggi tutte le altre news dal mondo

Tornado a Oklahoma City: tante le vittime soprattutto tra i bambini

Da poco ripresasi dallo shock della maratona di Boston, la Nazione fa ora i conti con un altro terribile trauma questa volta di origine naturale: il tornado a Oklahoma City. L’allarme lanciato 15 minuti prima del suo arrivo dalla National Weather Society non è stato sufficiente a mettere le persone al sicuro: la città e la vicina Moore sono state quasi completamente rase al suolo a causa del tornado con circa 3 km di diametro e venti che hanno superato i 300 km/h che l’ha assediata per circa 40 minuti. Interi quartieri sono stati distrutti soprattutto nella cittadina di Moore che, già nel 1999 aveva conosciuto la forza distruttrice della tremenda calamità. L’allarme, comunque, non è ancora rientrato e il numero delle vittime, che per ora si attesta intorno ai 90, è destinato a salire ancora perché sono molte le persone rimaste intrappolate sotto le macerie degli edifici. Il tornado – monster, come alcuni lo hanno già definito, non ha risparmiato nulla, compreso l’ospedale di Moore e due scuole elementari, la Plaza Tower Elementary School e la Briarwood Elementari School, fatalmente prive dei rifugi sotterranei che in questi casi rappresentano l’unica salvezza. Il presidente Obama ha dichiarato lo “stato di calamità naturale” dando repentinamente avvio a tutte le procedure per fornire fondi e personale alle popolazioni colpite.
Non ci resta che attendere e sperare che la furia dei venti possa essersi placata.

advertisement