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Appalti mense a Napoli, cibo avariato e mangiato dai topi

mer 3 luglio 2013

I cibi somministrati in mensa, ad anziani e bambini, erano avariati, mangiati da topi o conservati in pessime condizioni. A scoprire la situazione i Carabinieri di Napoli.

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Appalti mense a Napoli, cibo avariato e mangiato dai topi

Cibo avariato, scaduto e mangiucchiato dai topi. Questo il pranzo che veniva regolarmente somministrato a bambini e anziani in scuole e istituti di cura. Ciò è emerso dall’ordinanza cautelare notificata oggi a sei persone nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti delle mense. I Carabinieri di Napoli hanno arrestato diversi imprenditori, ausiliari e dirigenti sanitari, sui quali pendono diverse accuse, relative ai reati commessi contro la pubblica amministrazione: associazione per delinquere, corruzione, truffa, frode nelle forniture, falso e turbata libertà degli incanti. Le misure intraprese, invece, sono state gli arresti domiciliari, obblighi di dimore e sospensione dai pubblici uffici.

Ci sono, inoltre, 45 indagati: sette amministratori in carica o decaduti dalla stessa, appartenenti a diversi comuni del Salernitano, del Napoletano e dell’Avellinese. Non è tutto: sarebbero coinvolti anche soggetti appartenenti alla pronvincia di Potenza, il direttore sanitario di un ospedale della provincia di Napoli, un coordinatore di direzione sanitaria, tre medici napoletani, un coordinatore e due dipendenti dell’ASL. Oltre al cibo scaduto o conservato in pessime condizioni igienico-sanitarie, veniva, infine somministrata acqua di rubinetto al posto dell’acqua minerale.

Coldiretti ha commentato il grave accaduto, venuto alla luce grazie all’operazione dei Carabinieri di Napoli, affermando quanto segue: “Il problema della qualità e della sicurezza riguarda l’intera penisola con 4,6 milioni di italiani che pranzano nelle mense scolastiche, ospedaliere, aziendali e militari ogni anno. Per migliorare la qualità delle mense e togliere spazio alle truffe occorre promuovere un rapporto più diretto con i produttori locali favorendo il consumo di alimenti del territorio a chilometri che garantiscono anche migliore freschezza e qualità”.

Photo Credit: Flickr

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