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A chi spetta il reddito di cittadinanza?

Redazione gio 11 ottobre 2018

Entro breve dovrebbe essere introdotto il reddito di cittadinanza, una manovra finalizzata a ridurre la disoccupazione ed aiutare le famiglie disagiate.

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A chi spetta il reddito di cittadinanza?

In questi giorni il Governo si gioca una fetta importante della sua credibilità con il reddito di cittadinanza, uno dei cavalli di battaglia del M5S. Luigi Di Maio ha annunciato che il reddito di cittadinanza va fatto subito, quindi dovrebbe entrare in vigore nel giro di poco tempo. Il premier Conte ha ribadito l’impegno su questa misura finalizzata a diminuire la disoccupazione ed aiutare le famiglie disagiate ed indigenti. Il principale problema è rappresentato dalle coperture economiche, in quanto servono circa 15 miliardi di euro per l’attuazione del reddito di cittadinanza. Inoltre sono richiesti altri 2 miliardi per riformare i centri per l’impiego e gli uffici che dovranno gestire tutte le richieste.

I requisiti per il reddito di cittadinanza

Per il reddito di cittadinanza bisogna considerare la soglia di povertà Istat sotto la quale una famiglia è considerata povera, cioè 780 euro al mese. La misura è rivolta sia a chi non guadagna niente sia a chi lavora o ha una pensione (in tal caso si parla di pensione di cittadinanza) senza però arrivare a 780 euro. Le persone che dovrebbero usufruirne sono circa 9 milioni. I requisiti per accedere al reddito di cittadinanza sono i seguenti: aver conseguito la maggiore età; essere disoccupati o inoccupati; avere un reddito o una pensione al di sotto dei 780 euro.

La misura è rivolta ai nuclei familiari e non a tutti indiscriminatamente. In sostanza se in una famiglia entrambi i genitori sono disoccupati il nucleo familiare ha diritto a 1.680 euro (780+780 euro). Se uno o due genitori lavorano ma arrivano sotto alla soglia Istat di povertà, si può richiedere l’integrazione fino a 780 euro.

Come mantenere il reddito di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza naturalmente non è eterno e richiede innanzitutto l’iscrizione presso un centro per l’impiego. I cittadini possono contare sul sostentamento dello Stato, ma devono impegnarsi a trovare un lavoro. Devono quindi dedicare almeno 2 ore al giorno alla ricerca di un nuovo impiego, frequentando contemporaneamente corsi di formazione ed impiegando 8 ore a settimana in progetti comunali legati alla comunità. Se il cittadino rifiuta fino a 3 lavori allora non ha più diritto al reddito.

Infine i professionisti che intendono accedere al reddito di cittadinanza devono chiudere la partita IVA se ne sono in possesso. I centri per l’impiego infatti propongono solo lavori con contratti a subordinazione, incompatibili quindi con alcune professioni dei liberi professionisti.

Fonte foto: pixabay

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