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Rom costretta a rubare per ripagare il debito del marito e salvare la figlia

Redazione gio 26 luglio 2018

Un’altra storia di violenza psicologica su una donna: una mamma rom è costretta a rubare per ripagare il debito del marito sparito nel nulla dopo.

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Rom costretta a rubare per ripagare il debito del marito e salvare la figlia

Un’indagine condotta dalla Procura antimafia di Venezia ha portato alla luce un storia subdola e odiosa che vede protagonista una giovane donna rom. Gli eventi risalgono a due anni fa, quando un rom contrasse all’interno della sua comunità un debito di circa 10.000 euro con altri uomini. L’uomo non potendo pagare il debito decise di fuggire, lasciando la sua compagna madre di 9 figli in balia dei suoi creditori. Il gruppo di rom decise infatti di rifarsi con la donna dell’uomo scomparso, rapendo la figlioletta di appena 3 anni con la minaccia di ucciderla se non avesse ripagato il debito dell’ex marito.

La giovane madre per salvare la vita alla figlia è stata costretta a rubare, unendosi alle tante borseggiatrici rom che “lavorano” tra Mestre e Venezia presso gli imbarcaderi Actv, i bus o i vaporetti sfilando portafogli ed altri oggetti preziosi a turisti e pendolari. La bambina sarebbe stata rapita alla stazione di Mestre per poi essere trasferita a Milano sotto la custodia dei suoi aguzzini, probabilmente in un campo rom.

Sono indagate 5 persone con l’accusa di sequestro di persona ed estorsione, ma al momento risultano irreperibili. Si tratta di 3 uomini, 2 dei quali avrebbero partecipato al rapimento della piccola, e 2 donne che invece avrebbero tenuto in custodia la bambina in attesa che la madre 33enne pagasse il suo debito. Questa storia, indipendentemente dall’etnia e dalla razza, dimostra ancora una volta come il problema legato alla violenza sulle donne sia ancora molto presente e la strada per sconfiggere questo male sociale è ancora molto lungo.

Fonte foto: pixabay

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