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Robin Williams è morto: la biografia del celebre attore

Giuseppe mar 12 agosto 2014

Una notizia che ha lasciato sotto shock il mondo del cinema: Robin Williams è stato trovato morto nella sua abitazione. Probabile l’ipotesi suicidio.

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Foto: mirror.co.uk

Foto: mirror.co.uk

Il mondo del cinema (e non solo) è ancora sotto shock: una notizia arrivata come un fulmine a ciel sereno, completamente inaspettata. Robin Williams è stato trovato morto nella sua abitazione a Tiburon, in California, dove viveva con la moglie Susan, lasciandoci all’età di 63 anni. All’arrivo dei soccorsi, è stato registrato il suo decesso per asfissia: la polizia pensa al suicidio, viste le dinamiche dell’accaduto e in visione del fatto che Robin Williams soffriva da tempo di depressione.

È stata la stessa moglie Susan Schneider a contattare i soccorsi, ma purtroppo non c’è stato nulla da fare: la famiglia di Robin Williams ha diffuso una nota in cui si chiede il totale rispetto della privacy in merito alla vicenda. L’attore era appena uscito, qualche giorno prima, da un centro di disintossicazione dell’alcool in Minnesota ed è stato visto vivo per l’ultima volta intorno alle 22:00 del giorno precedente al decesso.

Robin Williams ci lascia dopo aver interpretato qualcosa come circa 60 film, oltre ad aver dato la voce a numerosi personaggi del mondo dell’animazione. Nonostante la sua lunga carriera cinematografia, le grandi porte della ribalta gli si sono schiuse grazie al telefilm cult Mork & Mindy (spin-off di Happy Days), che l’ha visto protagonista in quattro imperdibili stagioni. Da lì le prime esperienze cinematografiche, da PopeyeIl mondo secondo Garp, con Glenn Close, fino al trionfale Good Morning, Vietnam, pellicola che lo ha lanciato definitivamente nel mondo del grande schermo.

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Durante gli esordi Robin Williams si distingue per le sue capacità di mimo ed imitatore, capacità acquisite durante i suoi studi teatrali intrapresi in età giovanile: la sua mimica facciale e le sue incredibili capacità espressive gli permettono di spaziare dai ruoli più drammatici a quelli puramente comici. Robin Williams passa dal ruolo “serio” del professor John Keating ne L’attimo Fuggente (ruolo che gli varrà una nomination agli Oscar) a quello “faceto” in Hook, dove interpreta un “attempato” Peter Pan, fino alla polivalenza in Mrs. Doubtfire, dove l’attore esprime sé stesso a 360° gradi, riponendo nel personaggio “binomiale” di Daniel Hillard/Mr.s Doubtfire gran parte del suo repertorio mimico.

Negli anni successivi la sua incredibile versatilità gli permette di interpretare film dai generi più disparati: dalle pellicole thriller ai film drammatici, fino al successo che gli permette, finalmente, di guadagnare la sospirata statuetta degli Oscar, dopo tre tentativi andati a vuoto. Robin Williams, infatti, si guadagna il premio come “miglior attore non protagonista” grazie alla pellicola Will Hunting – Genio Ribelle, interpretata insieme all’allora emergente Matt Damon.

Come molti grandi attori, anche Robin Williams ha dovuto fronteggiare il suo “lato oscuro”: flagellato dalla dipendenza dalla droga e dall’alcol, l’attore ha dovuto combattere per numerosi anni il suo problema, vivendo una vita burrascosa anche sotto il profilo sentimentale. L’attore è stato infatti sposato per tre volte, cadendo in depressione negli ultimi anni della sua esistenza. Ed è proprio la depressione, secondo gli inquirenti, la ragione che ha portato Robin Williams alla morte, visto che il decesso da asfissia è scaturito da un probabile suicidio.

Un personaggio controverso e, allo stesso tempo, adorabile, dietro ad una maschera che nascondeva anche tanta sofferenza: a noi piace ricordarlo così, in una tra le sue interpretazioni più divertenti e memorabili.

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