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Risonanza che brucia le cellule del cancro, una ricerca tutta italiana

Redazione lun 2 marzo 2015

La nuova sperimentazione, frutto di una ricerca tutta italiana, potrebbe bruciare le cellule del tumore con un sofisticato sistema di ultrasuoni

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Lotta contro il cancro (Foto Flickr- Sanofi Pasteur)

Lotta contro il cancro (Foto Flickr- Sanofi Pasteur)

Continua la lotta contro il cancro ed una nuova speranza per i malati potrebbe arrivare da una ricerca tutta “made in Italy”. L’Irst (Istituto romagnolo scientifico per la cura contro i tumori) ha annunciato un nuovo macchinario che può bruciare le cellule del cancro, grazie ad un sofisticato sistema di ultrasuoni. Una risonanza magnetica che nei prossimi tre anni entrerà in fase di sperimentazione, anche per valutarne gli effetti, i rischi ed i possibili danni.


Il macchinario si chiama Rm 3Tesla con sistema Hifu (High-Intensity Focused Ultrasound) e potrà bruciare le cellule del tumore in un’area definita, ed in tempo reale si potranno monitorare gli effetti della cura. E’ una tecnica meno invasiva rispetto alla chemioterapia e alla radioterapia. Saranno tre i progetti sperimentali che verranno portati avanti nei prossimi tre anni, in cui verranno valutati diversi aspetti quali tollerabilità, comfort, sicurezza, accuratezza diagnostica e costo-efficacia del macchinario.

Dino Amadori, direttore scientifico dell’Irst, spiega il funzionamento di questa risonanza altamente innovativa nel panorama internazionale della salute mondiale: “La particolarità di questo strumento è di avere una potenza doppia rispetto alla risonanza standard. Ciò permette di vedere lesioni tumorali di solo un millimetro quando in genere sotto i 5 millimetri non sono monitorabili”. Infine sarà possibile monitorare i possibili danni che cuore e cervello potrebbero avere dalla somministrazione di farmaci chemioterapici, e diversificare così il dosaggio.

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