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Reiki, la medicina alternativa per guarire da ogni male?

Giuseppe mer 15 aprile 2015

Cos’è il Reiki? È una pratica spirituale usata come cura alternativa a mali fisici e psicologici. Ma c’è davvero di fidarsi? Scopriamolo con questo dossier.

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Reiki, la medicina alternativa per guarire da ogni male?

Il nome di Mikao Usui è legato irrimediabilmente alla pratica spirituale del Reiki, la quale permetterebbe di guarire da qualsiasi male di natura fisica e/o psicologica, raccogliendo solo ed esclusivamente le forze spirituali che ci circondano, quelle che vengono definite all’interno della stessa disciplina come “energia vitale universale” (Rei). Ma è davvero così efficace? Esistono degli studi scientifici che abbiano testato e verificato l’effettiva efficacia del Reiki? Scopriamolo analizzando la storia del Reiki e i principi su cui si basa.

Secondo la tradizione il già citato Mikao Usui sviluppò la pratica del Reiki dopo tre settimane di digiuno e meditazione sul Monte Kurama. Al ritorno da quel viaggio, Usui affermò di aver ricevuto l’abilità di curare le persone “a distanza”, con la sola forza del “ki”, la quale rappresenta l’energia interna del corpo. Da qui si spiega il significato della parola Reiki, fusione di Rei (energia vitale universale) e ki (la nostra energia interna). I primi praticanti del Reiki furono istruiti da Usui all’interno dell’organizzazione Reiki Ryoho Gakkai, dove venivano tramandati i principi teorici di questa pratica spirituale: imparare a raccogliere l’energia vitale universale generata dall’universo e farla nostra, facendola scorrere attraverso le mani. Un secondo livello di apprendimento permetterebbe inoltre di gestire tale energia non solo internamente, ma anche al fine di curare altre persone; che siano vicine o lontane, non sembra aver molta importanza, visto che tramite una serie di “simboli speciali” sarebbe possibile creare una sorta di collegamento a distanza tra il praticante e il ricevente, una sorta di ponte spirituale che permetterebbe il passaggio dell’energia già citata tra gli individui.

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Questa energia, considerata inesauribile visto che proviene dall’universo, verrebbe utilizzata non tanto per guarire integralmente le ferite fisiche, ma per ristabilire l’equilibrio interno tra l’energia della mente e quella del corpo. Secondo i principi del Reiki, infatti, le malattie non sono altro che la manifestazione sul piano fisico di uno squilibro energetico interiore: emozioni negative come ansia, paura e terrore creerebbero quindi questa sorta di scompenso energetico, ponendo numerosi blocchi al flusso presente all’interno del nostro spirito. Il Reiki, tramite l’energia vitale universale, rimuoverebbe tali blocchi, permettendo il ristabilimento dell’equilibrio energetico e il raggiungimento della “guarigione spirituale”; quest’ultima ci permetterà di migliorare anche la nostra salute fisica.

Riassumendo, il Reiki si prefigura come una disciplina puramente spirituale, fatta di positività e di meditazione: se gran parte delle malattie si manifestano a causa delle emozioni negative, ristabilendo il flusso energetico all’interno del nostro spirito tali malanni possono essere prevenuti, o addirittura, superati completamente. La domanda più importante appare però ovvia: è scientificamente provato che tutto ciò funziona?

Purtroppo no: nessun studio scientifico è riuscito a provare l’efficacia effettiva del Reiki, relegandolo allo status di semplice medicina alternativa. Esistono comunque diversi gradi di scetticismo nei confronti di tale disciplina: c’è chi la considera comunque efficace, sia per l’effetto placebo che potrebbe provocare, sia per raggiungere uno stato di benessere comunque salutare; altri invece parlano di Reiki come “disciplina pericolosa”, visto che potrebbe provocare un effetto di soggezione tale da far credere all’individuo che tale pratica permetta la guarigione da tutti i mali, spingendolo ad ignorare completamente forme di cura realmente efficaci.

Tirando le somme, il Reiki è una disciplina sicuramente interessante da apprendere, per star bene con sé stessi e gli altri, ma non va presa come una sorta di “panacea”: per i malanni veri, forse è meglio continuare ad adoperare i metodi tradizionali, quelli scientificamente provati.

Foto: www.singingvoice.net

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