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Pozzallo, immigrati nudi in spiaggia: l’indignazione dei bagnanti

Redazione gio 2 agosto 2018

La notizia degli immigrati nudi ha fatto subito il giro del web, suscitando proteste e indignazione dei bagnanti tra i quali c’erano anche diversi bambini.

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Pozzallo, immigrati nudi in spiaggia: l’indignazione dei bagnanti

Domenica scorsa tre immigrati si sono spogliati completamente per farsi il bagno sulla spiaggia di Raganzino a Pozzallo, in provincia di Ragusa, notizia che ha fatto subito il giro del web considerando che il tema immigrazione in questo momento in Italia è caldissimo. I bagnanti hanno immediatamente richiamato i tre immigrati nudi, invitandoli ad indossare qualcosa per coprirsi anche perché sulla spiaggia erano presenti diversi bambini. Le proteste dei bagnanti sono però cadute nel vuoto, poiché i tre uomini hanno continuato a farsi il bagno indisturbati senza alcun indumento per coprirsi. Successivamente sono intervenuti alcuni operatori che hanno riaccompagnato i tre uomini presso il centro di accoglienza dove sono attualmente ospitati.

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Roberto Ammatuna, sindaco di Pozzallo, ha condannato questo spiacevole gesto contrario alle regole della società civile. Pozzallo è stato indicato come hotspot dove accogliere gli immigrati ed in seguito alle nuove direttive del Ministero degli Interni i tempi di soggiorno si sono allungati. Tutto ciò provoca una situazione di forzata convivenza tra persone di culture diverse dove non mancano frizioni. Per i tre immigrati probabilmente fare il bagno nudi è normale nella loro società, ma non lo è ovviamente in Italia dove esistono regole ben diverse.

Purtroppo tale convivenza forzata, oltre ad episodi sgraditi come questo, sta provocando atti di violenza gratuita contro migranti o altre persone che hanno la sola colpa di avere la pelle di colore in un’escalation di violenza sempre più preoccupante. Trovare una soluzione pacifica ed immediata che consenta di gestire nel migliore dei modi l’enorme affluenza di migranti in Italia è la cosa migliore per tutte le parti in causa.

Fonte foto: pixabay

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