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Panettiere offre lavoro da 1.400 euro, ma i giovani non vogliono lavorare di notte

Redazione mar 12 febbraio 2019

Un panettiere offre lavoro in provincia di Padova, ma nonostante l’ottima retribuzione i giovani non sono disposti a lavorare di notte.

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Panettiere offre lavoro da 1.400 euro, ma i giovani non vogliono lavorare di notte

Un lavoro inquadrato di 8 ore giornaliere da 1.400 euro al mese farebbe gola a tanti giovani, soprattutto in un periodo in cui la disoccupazione dilaga. Eppure molti giovani lo rifiutano per un semplice motivo: non vogliono lavorare di notte. É la storia di Stefano Brigato che gestisce un panificio a Reschigliano di Campodarsego, in provincia di Padova. Il panettiere offre lavoro e da mesi cerca un aiutante, ma nonostante le ottime condizioni la ricerca finora si è rivelata vana. Come spiega il panettiere il lavoro è a tempo pieno, adeguatamente retribuito e con contratto regolare. Ciò che però spaventa i giovani è lavorare di notte. In pratica i ragazzi preferiscono dormire oppure uscire piuttosto che lavorare e portarsi a casa uno stipendio più che dignitoso.

Maggiore collaborazione tra scuole ed istituzioni

Brigato spiega che il lavoro inizia alle 2 di notte e si conclude alle 9 di mattina. Nessuno però vuole svolgere la professione benché sia meglio pagata rispetto ad altri lavori. Eppure l’attività è molto meno faticosa rispetto al passato poiché le impastatrici automatiche, la lievitazione programmabile ed i forni a gas computerizzati rendono il processo di lavorazione del pane molto più veloce. Brigato si augura che si instauri una maggiore collaborazione tra scuole ed istituzioni di panifici per far capire ai giovani che il panettiere è un mestiere capace di resistere alla crisi, poiché il pane è un elemento fondamentale per la dieta degli italiani.

I giovani italiani non vogliono lavorare?

Ormai è in rampo di lancio il reddito di cittadinanza, il provvedimento che dovrebbe trovare lavoro a tanti giovani italiani, ma una domanda sorge spontanea: hanno ancora voglia di lavorare? La storia di Brigato è solo un esempio che testimonia la scarsa attitudine dei giovani di oggi a lavorare. Qualche mese fa diversi ristoratori della riviera romagnola lamentarono il fatto di non riuscire a trovare personale, poiché i giovani nel weekend preferivano uscire.

Dunque i giovani italiani sono sfaticati? In realtà non è così, anzi molti di loro sono costretti ad emigrare all’estero per costruirsi un futuro. Inoltre molti lavori offerti sono sottopagati e non in linea con gli studi fatti, quindi vengono scartati. É innegabile tuttavia che una buona parte della generazione attuale di giovani è cresciuta viziata e sfaticata tra smartphone e tablet e la parola lavoro non trova spazio nel loro vocabolario.

Fonte foto: pixabay

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