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Il paradosso dell’ovetto [DOSSIER]

Redazione gio 27 dicembre 2012

Negli Stati Uniti l’ovetto Kinder Sorpresa, il celebre piccolo uovo di cioccolato con un gadget all’interno, è illegale. Vendere armi a minorenni, in alcune occasioni, no. Alla scoperta di una paradossale contraddizione.

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Il paradosso dell’ovetto [DOSSIER]

A chi gli chiese come si fosse trovato nel manicomio statunitense nel quale era stato rinchiuso, il poeta Ezra Pound rispose “Piuttosto male. Ma in quale altro posto si poteva vivere in America?”. Effettivamente, data l’enorme vastità degli USA, la variegata compagine della sua popolazione, la fiera indipendenza dei 50 stati che lo compongono, diverse e complesse sono le contraddizioni che animano la vita del paese della Statua della Libertà. Alcune di esse fanno sorridere, altre lasciano sbigottiti, altre ancora, invece, lasciano semplicemente senza parole. A quale categoria appartenga quella che andremo a scoprire, decidetelo voi.

L’ovetto Kinder, un simbolo dell’infanzia – Ricordate quando, da piccoli, la mamma o il papà tornavano a casa con la spesa, e correvate a sbirciare nelle buste per vedere se avevano preso qualcosa per voi? Il 90% delle volte, quel qualcosa era l’ormai mitico ovetto Kinder Sorpresa, commercializzato a partire dal 1974. Nessun dolciume, più di questo, incarna l’emblema della nostra infanzia: al gusto del cioccolato al latte si univa la voglia di scoprire quale fosse la sorpresina racchiusa al suo interno. Un pupazzetto? Un aggeggio da montare con l’aiuto dei pazienti genitori (che spesso, poi, contribuivano anche nel magiare il cioccolato)? E poi gli scambi e le gare con gli amichetti prima, con i compagni di scuola poi, arrivando anche a collezionare quei giochini racchiusi nel guscio giallo, memori di tanti bei ricordi passati.

L’ovetto Kinder, illegale negli USA – Negli Stati Uniti, però, la sorpresa non ce la regala l’ovetto, ma la legislazione vigente: le leggi statunitensi, infatti, vietano nel modo più assoluto l’importazione del celebre dolciume. Ben lo sanno quegli americani che, andati in vacanza in altri paesi, al loro ritorno si sono visti sequestrare alla dogana gli ovetti acquistati per ricordo o per farne dono ai parenti. In alcuni casi si è addirittura proceduto con l’arresto degli ignari vacanzieri, quando le quantità in questione sono state tali da far sospettare un’importazione illegale massiva di uova. Una multa salata, sui 300 dollari, è comunque la pena minima da scontare. Nonostante gli avvertimenti inseriti anche sul sito delle autorità, nel corso del 2011 alle frontiere statunitensi sono stati sequestrati oltre 60.000 ovetti.

La motivazione – L’unione di uno strato di cioccolato al latte esterno con quello interno fatto esclusivamente di glassa di latta è decisamente calorico: mangiare sempre ovetti, quindi, è decisamente sconsigliabile per un’alimentazione corretta. Ma è davvero il fatto che siano una “bomba” calorica a costituire la motivazione di tale divieto? Ovviamente no. In un paese celebre per il “junk food”, ossia cibo-spazzatura, non possono essere certo le calorie di un ovetto – ritenuto anche minuscolo, per gli standard statunitensi – a decretare un tale divieto. Il pericolo, invece, è costituito proprio dalla sorpresina, che può essere ingerita dai bambini e causarne la morte per soffocamento.

Il paradosso – I casi di soffocamento, fortunatamente non tutti mortali, sono purtroppo una triste realtà: solo in Italia, nello scorso anno, si possono contare migliaia di tali accidenti. In verità, sebbene questa sia la motivazione più ricorrente, la legislazione americana al riguardo non affonda le radici nella volontà di proteggere i fanciulli, ma deriva da severi provvedimenti ristrettivi nel campo alimentare, emanati nel lontano 1938. Gli USA, infatti, non sono certo noti per essere rigorosi nel proteggere la propria infanzia: moltissimi sono i casi di giocattoli ed alimenti in commercio, ben più pericolosi di una sorpresa contenuta in un uovo di cioccolato, peraltro rendibile facilmente innocua prestando un po’ di attenzione. La cronaca degli ultimi tempi, poi, ha portato alla ribalta un problema ancor più grave: l’enorme facilità di acquisto e di accesso alle armi da parte dei minori.

La strage in USA, una triste realtà – Pochi giorni prima di Natale, mentre i genitori corrono affannati per negozi a comprare regali per la propria prole e i bambini attendono ansiosamente l’arrivo di Babbo Natale (ma anche la fine della scuola ha una sua parte in questa trepidante attesa), a Newton, nel Connecticut, un ragazzo autistico di 20 anni, armato di due pistole ed un fucile, ha posto tragicamente fine alla vita di 26 persone, tra cui 20 bambini. Si è trattato di un atto feroce ed insensato, tanto che al presidente Obama non è rimasto che piangere per l’efferatezza del gesto, nell’unanime coro di quanti urlano a voce sempre più alta di porre un rigorosissimo freno all’acquisto di armi. Negli USA, infatti, è incredibilmente facile entrare in possesso di pistole e fucili: in alcuni stati addirittura i minori di 18 anni possono procederne all’acquisto, se per fini di difesa. Basta una carta d’identità, un accompagnatore (che può essere anche l’istruttore di caccia) e attendere 5 giorni. Una procedura di una facilità, si passi il gioco di parole, disarmante.

Una verità universale – Negli Stati Uniti, detenere e portare armi è un diritto sancito dal secondo Emandamento della Costituzione, Comprare e importare ovetti Kinder Sorpresa è vietato severamente dalla legge. Non vogliamo qui dire cosa sia giusto o sbagliato, ogni nazione è libera – e deve essere libera – di darsi le leggi che meglio crede. Vogliamo ricordare, invece, le parole di un filosofo napoletano, frate, che per le sue idee venne condannato al rogo, pena eseguita in Piazza Campo de’ Fiori a Roma, il 17 febbraio 1600, Giordano Bruno: “Il fine delle leggi non è tanto di cercar la verità delle cose e speculazioni, quanto la bontà de’ costumi, profitto della civilità, convitto di popoli e prattica per la commodità della umana conversazione, mantenimento di pace e aumento di republiche”.

In base a queste parole, quale, tra armi e ovetti di cioccolato, risponde meglio all’idea di pace civile?

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