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Mercato della canapa in aumento in USA: nascono molte nuove aziende

Luca gio 24 maggio 2018

In USA la canapa, grazie ad un nuovo disegno di legge, potrebbe tornare ad avere un gran mercato con conseguente creazione di nuove società e aziende

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Mercato della canapa in aumento in USA: nascono molte nuove aziende

Il mercato della canapa sta vivendo una vera e propria rinascita: stanno nascendo molte nuove aziende che incentrano il loro operato su questo prodotto.

In passato la canapa era una coltivazione addirittura obbligatoria negli USA, tant’è che, nel XVII secolo, era in vigore una legge che imponeva la sua coltivazione e chi non l’avesse rispettata sarebbe stato arrestato a mandato in prigione. Veniva considerata molto importante per la società, che la utilizzava per molti scopi e in molti campi, basta andare a vedere i dati del censimento del 1850 che racconta di 8400 piantagioni in 800 ettari: numeri molto grandi per l’epoca, per un prodotto molto utilizzato.

La situazione ora però sembra essersi rovesciata con la canapa che ha, nell’immaginario collettivo, una valenza negativa, probabilmente per il collegamento che si fa con la marijuana. Entrambe fanno parte della stessa famiglia ma le differenze sono sostanziali. La canapa ha meno dello 0,3% di THC (sostanza psicotropa), contiene molte proteine, amminoacidi e il cannabidiolo; le sue proprietà sono molteplici: antiemetico, anticonvulsivante, antipsicotico, anti-infiammatorio, anti-ossidante, anti-tumorale e antidepressivo.

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La sua decadenza è iniziata nel 1937, quando venne approvato il Marihuana Tax Act che ha reso impossibile la coltivazione. Durante la seconda guerra mondiale ci fu un’apertura parziale con le sovvenzioni per la costruzione di parti di navi da guerra con la canapa. Successivamente venne fatta una chiara distinzione tra canapa industriale e marijuana ma nel 1970 scomparve con il Controlled Substances Act, istituita dalla DEA. Nel 2014 l’inizio della svolta: gli USA legalizzano la coltivazione della canapa per scopi scientifici, con buon accoglimento da parte degli istituti di istruzione e del dipartimento di agricoltura, considerando la quantità di soldi che caratterizzava il suo mercato (700 milioni di dollari nel 2016).

Ai giorni nostri potrebbe esserci un’ulteriore apertura verso questo prodotto: il repubblicano del Kentucky, James Comer, ha presentato il The Hemp Farming Act 2018, un nuovo disegno di legge che dividerebbe, nuovamente, il concetto di canapa industriale da quello di marijuana e di conseguenza facendola uscire dalla lista delle sostanza vietate e controllate. Un provvedimento quindi che si focalizza principalmente sulla reputazione della canapa e che farebbe crescere, senza dubbio, il suo mercato. Il Colorado è lo stato con la maggior produzione ed è comunque ancora in aumento: nel 2014 gli ettari coltivati si attestavano a 200, oggi sono 3600.

Imprenditori e investitori, anche stranieri, date le politiche favorevoli, sono quindi intenzionati ad aprire società negli Stati Uniti, destinate alla produzione e alla lavorazione della canapa in più campi, in modo che ritorni un prodotto di punta del mercato.

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