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Massacrato dai bulli va a morire in riva al mare: era l’ultimo desiderio di Antonio

Redazione dom 8 marzo 2015

La commovente e drammatica storia di Antonio, che decide di passare gli ultimi mesi di vita in riva al mare

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BullismoSedici mesi fa Antonio, un ragazzino messicano, fu pestato da un gruppo di 7 bulli sedicenni fuori ad una scuola di Amozoc, in Messico. L’aggressione fu tanto violenta quanto insensata. Tutti i ragazzi sono stati individuati e denunciati per omicidio. Dopo averlo preso a calci e pugni lo hanno lasciato a terra, il piccolo Antonio è stato immediatamente portato in ospedale ma i medici capirono subito che le sue condizioni erano gravissime: aveva un danno cerebrale ed un grosso ematoma al cervello. Dopo il ricovero Antonio entrò in coma.


Antonio dopo un difficile intervento riuscì a sopravvivere, ma fu solo l’inizio del suo calvario. Metà del corpo paralizzato, buona parte dei suoi ricordi erano stati cancellati e aveva perso il 60% della vista. Ha dovuto subire altre 9 operazioni, che però non sono riuscite a ricucire le ferite dell’anima e del corpo che gli avevano inferto quei bulli assetati di sangue. Antonio ormai non aveva più molti mesi da vivere, così decise di passare gli ultimi tre a casa della nonna ad Ensenada, città costiera nel nord-ovest del Messico. L’ultimo suo desiderio era di morire in riva al mare, almeno questo non gli è stato negato.

A 14 anni Antonio si è spento, la vita gli è stata strappata via senza un motivo. I genitori, sopraffatti dal dolore, serbano odio e rancore nei confronti di chi gli ha portato via il figlio. “Per colpa di questo attacco insensato abbiamo perso la cosa più preziosa, nostro figlio”– ha sussurrato il padre Roberto- “mi auguro che gli individui che hanno fatto questo al mio bambino possano marcire all’inferno”.

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