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La storia di Noa Pothoven, la ragazza olandese violentata che ha deciso di morire

Redazione mer 5 giugno 2019

Noa Pothoven ha deciso di morire dopo gli stupri subit da piccola e ha riaperto il feroce dibattito su una questione delicata come l’eutanasia.

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La storia di Noa Pothoven, la ragazza olandese violentata che ha deciso di morire

Noa Pothoven è morta lo scorso 2 giugno ed è diventata il simbolo del diritto all’eutanasia. La sua storia è molto triste e la sua vita è stata lastricata da una serie incredibile di violenze. Come racconta nel suo libro autobiografico “Winnen of leren” (“Vincere o imparare”) la ragazza è stata molestata prima all’età di 11 anni, poi ha subito una violenza all’età di 14 anni ad una festa di compleanno e successivamente è stata abusata da due uomini. La vita per la sfortunata Noa è stata un vero e proprio calvario, tuttavia parlare di eutanasia è improprio.

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Richiesta di eutanasia respinta, Noa Pothoven decide di morire in casa

Noa dopo le violenze subite ha raccontato nel suo libro che viveva con paura ogni giorno, si sentiva sporca e soffriva di disturbi post-traumatici e di una forte forma di depressione. Non era più vita per lei ma una sofferenza continua, quindi ha chiesto alle autorità olandesi l’eutanasia assistita che in Olanda è legale. Nessun medico però ha appoggiato la sua richiesta per la sua giovane età (17 anni), in quanto secondo il protocollo bisogna avere almeno 21 anni. Noa Pothoven ha quindi deciso di lasciarsi morire in casa smettendo di mangiare e di bere tra l’affetto dei suoi cari e l’assistenza di alcuni medici. Questa vicenda rappresenta un’altra tristissima tappa di un percorso legato all’eutanasia che continua a suscitare polemiche e dibattiti tra il diritto di difendere la vita ed il diritto di rinunciarci.

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