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La figlia lesbica veniva stuprata per punizione dal padre

Luca lun 6 marzo 2017

Una ragazzina 16enne negli anni ’90 veniva stuprata ripetutamente dal padre; una volta cresciuta lo denuncia e scopre altre informazioni assurde

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La figlia lesbica veniva stuprata per punizione dal padre

L’orientamento sessuale è un elemento personale e privato che pochi conoscono, anche all’interno della famiglia. Alcune scelte, come quella di dichiarare da quale sesso si è attratti, non sono semplici e ancor più difficile è dirlo ai genitori. Molti genitori ai giorni nostri sono ancora legati alle tradizioni e considerano l’amore solo tra due esseri umani di sesso differente: per loro è inconcepibile un rapporto tra due persone dello stesso sesso. Un ragazzo o ragazzo che dichiara di essere gay ai propri genitori può ricevere quindi reazioni diverse, anche tra gli stessi due genitori.

L’inizio delle violenze

Arriva dal Regno Unito un caso che possiamo definire estremo e che va ben oltre il legame con la tradizione. La vicenda risale agli anni ’90 quando una ragazza di 16 anni decide di dichiarare il suo amore per un’altra ragazza. Il padre, assolutamente contrario alla scelta della ragazza, decide di impartirle una punizione. L’uomo la stupra ripetendole più volte che “Il sesso è meglio farlo con gli uomini”. Una situazione surreale per la giovane che non sa come reagire se non sopportare le continue e costanti violenza del padre 54enne.

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La denuncia e la scoperta

Finalmente, quando ormai è una donna, decide di denunciare il padre e solo allora viene a conoscenza che anche sua sorella maggiore subiva violenze e che era scappata di casa proprio per evitarle. Con questa informazione il quadro della situazione diventa più chiaro e si arriva a capire come i precedenti stupri alla sorella maggiore siano passate alla più giovane, per la fuga della prima ragazza; la decisione sull’orientamento sessuale, non approvato dall’uomo, probabilmente è stato l’elemento che ha fatto ricominciare le violenze famigliari.

La sentenza

Il tribunale si è espresso condannando l’uomo a 20 anni di reclusione e il giudice ha affermato la volontà della giustizia a punire i colpevoli, anche a distanza di molti anni.

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