advertisement

La campagna pubblicitaria shock dei vegan con il bambino sottovuoto

ven 1 marzo 2013

Quella del bambino sottovuoto è una delle campagne pubblicitarie che ha fatto più chiacchierare l’Italia. Gli autori? Un gruppo di agguerriti vegani

advertisement
La campagna pubblicitaria shock dei vegan con il bambino sottovuoto

L’avvicinarsi della Pasqua come ogni anno suscita per alcuni sentimenti di gioia legati al riunirsi con parenti e amici e per altri sentimenti di orrore. La campagna pubblicitaria shock dei vegani di Grosseto e dintorni, caratterizzata dal bambino sottovuoto fatto a pezzi come carne da macello è proprio espressione del disagio provato in questo periodo da coloro che non mangiano carne e prodotti derivati dagli animali.

I vegan e la storia del cartellone pubblicitario con il bambino sottovuoto – L’idea di realizzare una campagna pubblicitaria shoccante di sensibilizzazione verso le tematiche care al veganesimo è venuta alle due associazioni Associazione di Idee Onlus di Grosseto e Campagne per gli animali di Treviso. Se vi state chiedendo dove hanno trovato i fondi per realizzare un tale cartellone pubblicitario è presto detto: una colletta interna e volontaria. Il cartellone, che sarà affisso per un’altra settimana circa in corrispondenza dell’incrocio più trafficato di Grosseto, mostra un bambolotto dalle fattezze molto simili a quelle di un bambino, fatto a pezzi e messo sottovuoto come la carne che si acquista nei supermercati e, in modo specifico, come la carne di agnelli e capretti che verrà acquistata per essere consumata a Pasqua e Pasquetta. L’immagine è affiancata dalla dicitura: “Chi mangi oggi? Gli animali non sono cose. Quando li mangi o li sfrutti, mangi qualcuno. Non qualcosa. Diventa vegan”. Sono stati molti coloro che si sono sentiti offesi da questa campagna pubblicitaria ritenendo shoccante l’immagine del bambino sottovuoto, compreso il sindaco di Grosseto che in una dichiarazione alla stampa ha condannato l’iniziativa e tenuto a sottolineare l’importanza della tutela dei bambini.

advertisement

Il vero nocciolo della questione – Chi è disturbato da chi? Dove finisce la nostra libertà personale? Quando è lecito manifestare il proprio disagio? Attraverso quali mezzi? Cercare di rispondere a queste domande in virtù della campagna pubblicitaria dei vegani non è semplice. Da un lato c’è la maggior parte della gente che ama la tradizione ed è fissa sulle proprie abitudini. Dall’altra ci sono i vegetariani e i vegani che con la loro sensibilità si mettono dalla parte degli indifesi e degli sfruttati (gli animali) per proporre uno stile di vita diverso e, secondo alcuni, più sano oltre che più rispettoso. Probabilmente i vegani hanno sbagliato il modo di manifestare il loro disagio in merito alla mattanza che come ogni anno attende agnelli e capretti in questo periodo. È pur certo però che nessuno può vietare loro di utilizzare i più comuni strumenti di comunicazione per portare avanti la loro filosofia di vita e le loro idee. Chi vuol guardare, guardi quindi; chi si sente offeso, si volti dall’altra parte.

(foto: campagneperglianimali.org)

advertisement
LEGGI ANCHE »
LASCIA UN COMMENTO »