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Irlanda, l’aborto? Solo se la vita della madre è in pericolo

ven 12 luglio 2013

L’interruzione di gravidanza sarà concessa solo nel caso in cui ci sia un pericolo di vita per la donna.

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Irlanda, l’aborto? Solo se la vita della madre è in pericolo

L’aborto: tema decisamente “scottante” in Irlanda, dove per legge è vietato. Si è aperto, però, uno spiraglio di speranza (alquanto blando) per le madri che non intendono portare avanti la gravidanza anche se, questa soluzione, non è del tutto conforme ai diritti di cui una donna potrebbe eventualmente avvalersi. Il parlamento irlandese, infatti, ha detto sì alla possibilità di abortire, ma solo nel caso in cui la vita della genitrice sia in pericolo. Il testo è stato approvato con 127 voti a favore e 31 contrari. È stata legalizzata, dunque, la “Protection of Life During Pregnancy Bill“, che consente alle donne irlandesi di poter effettuare l’interruzione di gravidanza solo in caso di estremo pericolo, anche quando c’è il rischio di suicidio della gestante.

La legge dovrà essere approvata dalla Camera alta del Parlamento, anche se si tratta di una mera formalità, visto che il partito Fine Gael del premier Enda Kenny, che ha presentato la proposta di legge, ha la maggioranza. La decisione è stata presa dopo che a una donna indiana, Savita Halappanavar, dentista di 31 anni  era stata negata l’interruzione di gravidanza, nonostante avesse un aborto spontaneo in corso. In quel caso, non è stata tutelata la vita della madre, deceduta per le conseguenti complicazioni. In quel momento, però, i medici avevano decretato che la vita della donna non fosse in pericolo: la ragazza è morta per sepsi. Si attende, dunque, che la proposta sia trasformata in legge.

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Il punto più discusso di questa nuova proposta di legge è l’emendamento 8, quello concernente la minaccia di suicidio della donna in gravidanza. Questo escamotage legislativo (se così lo vogliamo chiamare) non fa altro che complicare l’iter che conduce la gestante all’aborto: la donna incinta, infatti, dovrà essere esaminata da una commissione di 3 medici che decideranno eventualmente solo all’unanimità di concedere l’interruzione di gravidanza. Se, al primo step, la donna non riesce ad ottenere l’aborto, può fare ricorso per essere esaminata da una seconda commissione composta da altri tre “giudici”.

LA REAZIONE DELLE FEMMINISTE – La procedura non è stata ben accolta dalle femministe che l’hanno definita “scandalosa e paternalistica”. In effetti, il percorso da fare per abortire è dettato dall’alto e non dà alcuna libertà alle donne di fare ciò che credono meglio per la propria vita e la propria salute. Johanna Westeson, direttrice regionale per l’Europa presso il “Center for Reproductive Rights” ha parlato, in merito, di “una violazione assoluta delle norme internazionali sui diritti umani e sul diritto delle donne alla salute e alla dignità”.

DIVIETO DI ABORTO IN IRLANDA – L’Irlanda impose il divieto di aborto nel 1983 con un referendum costituzionale. Nel 1992 la Corte suprema aveva stabilito un’unica eccezione che prevedeva l’interruzione di gravidanza solo nel caso in cui ci fosse un tangibile rischio per la partoriente. Anche se fu emessa quella sentenza, non fu approvata la legge, dando, così, massimo potere decisionale ai medici.

[Foto: Heike Giesler via Compfight]

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