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Incendio alla Città della Scienza a Napoli: brucia una delle principali attrattive culturali della città

mar 5 marzo 2013

Resta poco della Città della Scienza di Napoli: Bagnoli perde uno delle sue principali attrattive turistiche a causa dell’incendio sviluppatosi lunedì 4 marzo 2013

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Incendio alla Città della Scienza a Napoli: brucia una delle principali attrattive culturali della città

L’incendio alla Città della Scienza di Napoli è esploso lunedì sera espandendosi rapidamente a tutta l’area museale. A oggi, 4 dei 6 capannoni che lo caratterizzano sono completamente bruciati e attualmente l’area è stata posta sotto sequestro dalla magistratura in modo da permettere alla Polizia scientifica di compiere indagini approfondite. Il suo improvviso evolversi e la rapidità con cui ha distrutto l’ex sede dell’ItalSider ha suscitato negli inquirenti il dubbio che si tratti di un incendio doloso. Nonostante i danni ingenti alla struttura non ci sono persone coinvolte: nei mesi invernali, infatti, la Città della Scienza è chiusa al pubblico il lunedì sera.

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città della scienza

Il cortile della Città della scienza di Napoli
(foto | Wikipedia)

La storia della Città della Scienza di Napoli – Realizzata circa 12 anni fa da un’idea del presidente della Fondazione Ibis Vittorio Silvestrini, la Città della Scienza è diventata in questi anni un vero e proprio punto di riferimento per i turisti in visita a Napoli. Ciò che resta della struttura, principalmente il Teatro delle Nuvole, si staglia sul mare di Bagnoli, in via Coroglio sull’area che un tempo era sede della ItalSider. Visitata da circa 350 mila visitatori ogni anno, la Città della Scienza comprendeva, oltre al teatro: un museo interattivo, un centro di alta formazione, un centro congressi, un incubatore di imprese e un planetario. L’incendio sviluppatosi nella notte di lunedì 4 marzo 2013 ha salvato soltanto l’area dedicata al teatro perché sganciata dal nucleo principale della struttura. L’area dedicata al museo interattivo sembra essere quella che è stata maggiormente colpita dalle fiamme. All’interno della struttura, in particolare, lavoravano 160 dipendenti attualmente in pena per il futuro delle loro famiglie. Non ci resta che attendere l’esito delle indagini della Scientifica per avere la certezza delle cause dell’incendio.

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