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Gli italiani non distinguono la pubblicità dai post su Facebook e Instagram

Luca ven 6 aprile 2018

Una ricerca, valida per il 2018, ha evidenziato la varietà dell’utilizzo di social network e simili tra gli italiani: ci sono differenze sostanziali

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Gli italiani non distinguono la pubblicità dai post su Facebook e Instagram

Blogmeter, società di analisi dati, ha compiuto una ricerca sui comportamenti degli italiani sui social network e sulle piattaforme di messaggistica istantanea. Il gruppo di persone prese in esame è stato di 1500 individui, di varia età, dai 15 ai 64 anni.

Per i servizi più utilizzati quotidianamente, a livello di social network, abbiamo Facebook e Instagram, entrambe di proprietà di Mark Zuckerberg, mentre, come servizi di messaggistica istantanea, ci sono WhatsApp e Messenger. Curioso vedere come Facebook e Messenger stiano subendo un calo molto evidente, probabilmente dovuto ai recenti problemi legati a Cambridge Analytica; allo stesso momento WhatsApp e Instagram sono in continua crescita.

Se invece parliamo di un uso saltuario o specifico, la fanno da padrona TripAdvisor, Skype e Messenger; quest’ultimo, in questo caso, viene utilizzato per contattare centri assistenza e call center di ditte e aziende che altrimenti risulterebbe più complicato. Per chi invece vuole ispirazioni e inventiva, i siti maggiormente adatti sono YouTube e Pinterest.

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Instagram, come detto prima, sta spopolando, soprattutto tra i giovani (il 75% di loro lo utilizza) che lo utilizzano per pubblicare foto e video ma anche per seguire i loro idoli e i VIP. I più seguiti sono Chiara Ferragni, Clio Zammatteo e Gianni Morandi.

Tra tutti gli utenti, solo il 45% vive la sua “esperienza social” completamente, il 42% infatti osserva e legge ma non interviene e il 13% si diletta in discussioni personali senza preoccuparsi degli altri.

Infine, per quanto riguarda la pubblicità sui social network, Facebook e Instagram la fanno da padroni, con rispettivamente il 26% e il 33% del totale che le considerano utili. Contemporaneamente però c’è un problema che affligge buona parte dell’utenza: una persona su tre non riesce a distinguere i post dei suoi amici da quelli sponsorizzati.
Sull’argomento pubblicità non se la passa bene Youtube in quanto tre utenti su quattro non l’apprezzano come intermezzo dei video.

Siamo di fronte ad una società molta varia per quanto riguarda l’utilizzo di social e simili: si va da chi ne fa un uso più che giornaliero a chi sporadico, da chi conosce ogni segreto a chi non sa capire quali siano i post degli amici e quali rappresentino pubblicità.

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