advertisement

Facebook ci spia, ecco come: tutto quello che devi sapere per tutelare la tua privacy

Redazione mar 27 maggio 2014

Ecco come Facebook traccia i nostri movimenti, studia i nostri gusti e analizza le nostre convinzioni politiche e religiose

advertisement
Facebook ci spia, ecco come: tutto quello che devi sapere per tutelare la tua privacy
: tutto quello che devi sapere

Facebook, l’oppio dei popoli del 21esimo secolo (Foto flickr- tacoekkel)

Facebook ci spia? E’ una domanda legittima alla quale forse non si può dare una risposta univoca e diretta, ma sicuramente vale la pena porsi qualche interrogativo. Se da un lato siamo noi a stabilire fino a che punto vogliamo innalzare un muro sulla nostra privacy, dall’altro lato una volta iscritti a Facebook è come se sottoscrivessimo un tacito accordo, consenzienti o no, a cedere una parte dei nostri diritti sulla vita privata.

Facebook ci spia, ecco come

E comunque indipendentemente da quello che vogliamo far sapere su di noi ai nostri amici, Facebook ci spia o quantomeno gli diamo tutti gli strumenti necessari per conoscere molte cose su di noi. Basta pensare che Facebook può risalire alla nostra posizione, conoscere i nostri amici, venire a conoscenza delle nostre abitudini alimentari, dei nostri gusti, dei nostri credi religiosi e delle nostre convinzioni politiche. Manna dal cielo per le grandi multinazionali, che possono così fare un’indagine di mercato ad ampissimo raggio senza neanche sforzarsi più di tanto: tutto quello di cui hanno bisogno glielo diamo noi. Ma andiamo più nello specifico. Facebook ci spia con un sistema molto dettagliato. Quando un utente entra sulla pagina di Facebook per la prima volta viene inserito un “cookie” sul suo browser. In questo modo il social di Palo Alto può monitorare ogni visita del nuovo utente su tutti i siti o blog che contengano i tasti “Mi piace” e “Condividi”. Non solo, poiché Facebook prende nota dell’orario di ingresso, indirizzo web, data, indirizzo IP e addirittura risoluzione dello schermo, sistema operativo e browser. Tutto quello fatto negli ultimi 90 giorni viene incamerato in un diario. Ma Facebook diventa ancora più invasivo per gli utenti “fidelizzati”. Sul loro browser viene infatti installato anche un “session cookie”, capace di seguire la navigazione dell’utente anche dopo essersi sloggato da Facebook. Inoltre questo cookie registra il nostro nome, i nostri amici, indirizzo e-mail e ogni dato personale che abbiamo pubblicato.

advertisement

Facebook ed il faraonico acquisto di Whatsapp

Qualche mese Facebook ha acquisito Whatsapp per la faraonica cifra di 19 miliardi di dollari, la più grande acquisizione della storia del campo tecnologico. Perché spendere una cifra simile? Perchè Mark Zuckerberg, padre fondatore di Facebook, aveva intuito la potenzialità e soprattutto la pericolosità di un rivale come Whatsapp. Numeri alla mano il nuovo servizio di messaggistica stava e sta crescendo a dismisura: 450 milioni di utenti, 50 miliardi di messaggi inviati ogni giorno, un milione di nuovi utenti ogni giorno. Facile intuire l’esplosione di Whatsapp: si possono scambiare messaggio e video all’istante, senza filtri, senza pubblicità e soprattutto gratis. Whatsapp rischiava di togliere spazi vitali a Facebook, che ha fatto suo il principio machiavellico “se non puoi sconfiggere il tuo nemico alleati con lui”. E così Facebook non ha badato a spese e ha allargato ulteriormente il controllo sui propri utenti.

Facebook in combutta con le forze dell’ordine?

E’ ancora forte l’eco del Datagate, lo scandalo relativo allo spionaggio informatico tramite il quale i servizi di sicurezza statunitensi e britannici si infilavano nei computer di mezzo mondo. Si vocifera di un accordo, scritto o solo verbale, tra Facebook e le forze dell’ordine sul rilascio dei dati personali. Facebook si è difeso da questa accusa pubblicando qualche anno fa questo post sibillino: Non facciamo nulla che non sia obbligatorio fare per legge. Sono i codici che decidono come e quando un’azienda può e deve rilasciare informazioni riservate, e noi li rispettiamo”. Se non è un’ammissione poco di manca. E che dire di Julian Assange, fondatore di Wikileaks, che è stato tra i primi a sostenere che Facebook ci spia e rende noti i nostri dati ai servizi segreti? Su di lui piombarono accuse di abusi sessuali, mai realmente accertati e con moltissime ombre, proprio nel momento in cui pubblicò documenti segreti del governo statunitense. Una tempistica sorprendente. Alla domanda se Facebook ci spia ora avete qualche elemento in più per poter rispondere da soli. E ricordate che siete sempre voi a decidere cosa divulgare sul vostro passato, il vostro presente ed il vostro futuro.

Foto flickr- mkhmarketing

advertisement
LEGGI ANCHE »
LASCIA UN COMMENTO »