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Cookie Law, cos’è e come funziona

Redazione mer 3 giugno 2015

Previste multe molto salate per siti web e banner che non si sono adeguati alla Cookie Law

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Cookie Law, cos’è e come funziona

A partire dal 3 giugno 2015 tutti i siti web e blog hanno dovuto adeguarsi alla cosiddetta Cookie Law, una legge per tutelare i dati personali degli utenti formulata dal Garante. Fino a pochi giorni fa questi Cookie Law era una perfetta sconosciuta, ma tutti i blogger ed i gestori di siti web hanno dovuto averci a che fare per mettersi a norma. Ma cosa sono i cookie, letteralmente biscottini? I cookie raccolgono informazioni e dati personali immessi sul browser quando l’utente apre una sessione. I cookie permettono di velocizzare la navigazione, consentendoci così di entrare nella posta o nei social network senza doverci autenticare ogni volta. Allo stesso tempo raccoglie informazioni sui gusti e sulle preferenze dell’utente. I siti hanno l’obbligo di informare gli utenti sull’utilizzo dei cookie, dando a loro la possibilità di accettarli o meno. Devono mettersi in regola i titolari di siti web che utilizzano cookie, sia che hanno un proprio hosting sia che usino piattaforme erogate da parte di terzi (come WordPress.com e Blogger.com).

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Ci sono due tipi di cookie: quelli tecnici e quelli di profilazione. I cookie tecnici sono quelli relativi alla navigazione, ad analytics e alla funzionalità. Tali dati servono unicamente al gestore del sito web per valutare la modalità, il numero delle visite e raccoglie dati in forma aggregata, quindi senza registrare l’ip. In questo caso non sarà necessario avere l’autorizzazione degli utenti, sarà sufficiente fornire un’informativa sulla privacy. Diversamente per quanto riguarda i cookie di profilazione, che tracciano il profilo dell’utente al fine di indirizzargli pubblicità in base alle sue preferenze, il gestore del sito avrà bisogno del suo consenso.

Il Garante prevede che i siti per essere a norma devono avere due informative. L’informativa breve, che deve essere contenuta all’interno di un banner visibile al cliente appena accede nel sito. L’informativa estesa, meglio se presente all’interno della privacy policy, che spiega nel dettaglio tutte le informazioni dettagliate. Una volta ottenuto il consenso dell’utente, non sarà necessario riproporre il banner informativa nelle visite successive. Per concludere chi gestisce un sito deve garantire all’utente che nessun cookie di profilazione o di terze parti venga memorizzato all’interno del suo pc senza un apposito consenso. Questi “biscottini” sono particolarmente salati, chi non si mette a norma rischia infatti multe da un minimo di 6.000 euro ad un massimo di 120.000 euro. Noi di allweb, come è possibile verificare e come evidenziato dalla foto dell’articolo, ci siamo messi a norma dopo un lungo e faticoso lavoro.

Foto Twitter

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