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Il caso MPS e la morte di David Rossi: le ultime rivelazioni

Marco ven 1 dicembre 2017

Due servizi della trasmissione di Italia 1, Le Iene, riaprono il caso del presunto suicidio di David Rossi, ex responsabile comunicazione di MPS

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Il caso MPS e la morte di David Rossi: le ultime rivelazioni

Due servizi della trasmissione ‘Le Iene’ hanno di recente rinfocolato le polemiche sul caso MPS e sulla morte di David Rossi. Il responsabile della Comunicazione della banca monte dei Paschi di Siena, secondo la versione ufficiale, si sarebbe suicidato il 6 marzo del 2013 lanciandosi dalla finestra del suo ufficio. Prima del presunto folle gesto, Rossi era stato perquisito nell’ambito dell’inchiesta MPS e solo due giorni prima, aveva inviato una mail al proprio capo con il seguente messaggio: “Stasera mi suicido sul serio. Aiutatemi!!!”.

In tanti, sin da subito, non hanno creduto all’ipotesi del suicidio, a partire dai familiari di David Rossi, che da allora combattono affinché venga fuori la verità. La trasmissione di Italia 1, Le Iene, si era già occupata del caso in passato, ma stavolta è andata oltre confezionando due servizi che hanno sollevato nuove polemiche sia sul modo in cui sono state condotte le indagini, sia sul coinvolgimento, reale o presunto, di altri personaggi in questa vicenda. Il primo servizio si è occupato sostanzialmente del suicidio in sé, della dinamica della caduta, che non ha ancora convinto in tanti, sull’arrivo nei pressi del corpo di Rossi di alcuni testimoni oculari che si sono trincerati dietro il silenzio, e sulla caduta dell’orologio di Rossi nei pressi del corpo dello stesso, avvenuta alcuni minuti dopo il presunto suicidio.

Se David Rossi era chiuso a chiave nella sua stanza e si è suicidato, chi gli ha gettato dietro il suo orologio? Ce ne sarebbe già abbastanza per scrivere la trama di un thriller, ma le novità non sono finite. Un secondo servizio de Le Iene ha raccolto la testimonianza di Pierluigi Piccini, 67 anni, ex sindaco di Siena che ha fatto rivelazioni importanti su uno dei misteri dell’Italia moderna. Tre le dichiarazioni che hanno suscitato maggiormente scalpore, vi sono quelle di Piccini relative a “festini a base di cocaina che si sarebbero tenuti in due ville, una in una località tra Siena e Arezzo e l’altra in zona di mare”, cui avrebbero partecipato anche magistrati.

Una vera e propria bomba mediatica, che ha fatto scattare anche la Procura di Siena, il cui procuratore Salvatore Vitiello, come riporta Corriere.it, ha interessato la Procura di Genova. Procura ligure che a sua volta ha aperto un fascicolo, anche se al momento non ci sono ipotesi di reato. Certo che tra banchieri, politici e – secondo Piccini – anche magistrati, dietro la morte di David Rossi potrebbe aprirsi improvvisamente un mondo finora inesplorato. Secondo l’ex sindaco di Siena, infatti, si tratterebbe di “cose che in città sanno tutti”. E cosa sanno tutti i cittadini senesi? “Che David Rossi non si è ucciso, ma è stato assassinato. E io, che David lo conoscevo molto bene, ne sono assolutamente convinto. Nulla di nuovo”, insiste Piccini al Corriere.

Quanto alla storia dei festini, seppur le frasi riportate da Le Iene siano state riprese con telecamera nascosta, Piccini conferma anche ai taccuini del quotidiano milanese: “Io ho solo riportato voci che mi ha raccontato qualcuno, mi sembra un avvocato romano, e anche queste circolano da tempo in città. Non sono novità, almeno per noi senesi. Lei pensi che nel 2013 durante un’assemblea del Monte dei Paschi un consigliere comunale parlò pubblicamente di personaggi orgiastici e pervertiti”. Addirittura, dei presunti festini senesi sarebbe stato a conoscenza anche gente influente proveniente dai salotti romani.

Dichiarazioni letteralmente inquietanti, che hanno fatto nuovamente scattare in piedi la signora Antonella Tognazzi, vedova dell’ex responsabile comunicazione di Mps, David Rossi: “Io ho la certezza che mio marito sia stato ucciso, che qualcuno l’ha gettato dalla finestra del suo ufficio. Spero si torni a indagare”, ha detto all’edizione cartacea del Corriere della Sera. Nessuna paura anche sulla questione dei presunti festini, che potrebbero aprire nuovi squarci nel passato del marito: “Festini? Io non ho mai sospettato nulla, ma s’indaghi anche su questo sino in fondo, senza reticenze, si arrivi alla verità. Costi quel che costi”.

Insomma, la vedova di David Rossi è pronta a scoperchiare un vaso che potrebbe portare alla luce ulteriori eventi assai dolorosi per lei. Veri o presunti, questi incontri nelle due ville, una tra Siena e Arezzo e l’altra in zona di mare, non sarebbero comunque alla base delle convinzioni della Tognazzi, che rimane fermamente convinta di una cosa: festini o no, Rossi era minacciato da qualcuno e temeva seriamente di essere ucciso. “Forse qualcuno si vuole lavare la coscienza – continua il racconto della vedova Rossi – . Stamani (ieri mattina ndr) mi hanno detto che questa storia circolava da tempo in città e sarebbe stata collegata in qualche modo alla morte di mio marito. Io non sapevo niente, anche perché non mi interessano i pettegolezzi e mi faccio gli affari miei. Sono altre le mie convinzioni. Ricordando quegli ultimi giorni oggi ho la sensazione che David fosse minacciato. Era un uomo che aveva paura di essere ucciso. Anche una situazione di stress come quella non poteva giustificare la sua agitazione. Non lo avevo mai visto così, a fargli così tanta paura non poteva essere solo preoccupazione lavorativa e un’inchiesta nella quale oltretutto lui non era neppure indagato”.

Già, perché David Rossi, seppur perquisito nell’inchiesta MPS, aveva comunicato via email la volontà di collaborare per chiarire tutto: non era indagato e riteneva di poter essere utile agli inquirenti. Proprio questa sua volontà di parlare, potrebbe essere alla base del presunto omicidio di cui parla anche Carolina Orlandi, figlia di Antonella Tognazzi: “Io resto convinta che tanti sanno e che dietro la morte di David ci siano interessi forti. Altrimenti l’inchiesta sarebbe stata condotta diversamente – le parole riferite da ‘Il Giorno – Penso che David sia stato ucciso perché voleva parlare, aveva tante informazioni sugli affari della banca, sentiva una forte pressione addosso. Anche a me aveva detto che non sapeva i motivi della perquisizione disposta dai magistrati sull’ inchiesta Antonveneta. Era scosso, ripeteva che avrebbe preferito parlare con i pm. Due giorni dopo è morto. Il Monte era al centro della bufera e qualcuno non sapeva cosa avrebbe voluto dire David ai giudici. Forse ha preferito togliersi il problema. Ma io non so chi ha deciso che David dovesse morire”.

Anche la figliastra di Rossi è convinta che la questione festini, seppur possa essere utile ai fini delle indagini, fosse marginale nella morte dell’ex responsabile della comunicazione di MPS: “Non c’ entrano direttamente con il delitto, non sono il movente della morte di David. Io penso che Piccini abbia voluto indicare una ragione del perché le indagini sarebbero state condotte in quel modo. Più che un movente, un deterrente a indagare, un possibile messaggio a magistrati eventualmente troppo zelanti”, conclude la ragazza.

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