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Il capo non lo lascia andare in bagno e lui si urina addosso

Luca gio 16 febbraio 2017

Ad un operaio della fabbrica Sevel di Atessa non viene concesso il permesso di andare in bagno ed è costretto a farsela nei pantaloni; sindacato e avvocato infuriati

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Il capo non lo lascia andare in bagno e lui si urina addosso

Nelle grandi fabbriche il ritmo di lavoro è impressionante e non si può perdere l’attenzione nemmeno per un attimo. Contemporaneamente vigono alcuni diritti per gli operai che devono essere rispettati dai rispettivi capi, pena la denuncia e il risarcimento. Quello che è successo nella fabbrica FIAT-Chrysler di Atessa, in provincia di Chieti, ha dell’incredibile. Un operaio ha chiesto ripetutamente al suo capo di recarsi in bagno per un bisogno di urgenza sempre più crescente; l’uomo si è visto rifiutare la richiesta tutte le volte.

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Non riuscendo più a trattenere il bisogno naturale è stato costretto ad urinarsi nei pantaloni. Immediatamente il sindacato Usb e anche la Sinistra Italiana si sono mossi per chiarire la vicenda e punire i colpevoli. L’avvocato del povero operaio ha affermato che non si fermeranno di fronte a nulla finché chiunque abbia anche il minimo di responsabilità venga punito. La situazione è diventata particolare in quanto non sono stati rispettati i diritti del lavoratore risalenti all’articolo 18 e si rischia che quest’uomo non venga ricordato per il suo operato all’interno della struttura ma per questo fatto successo.

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