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Cancro, creata la molecola che blocca la metastasi

Giuseppe mer 24 settembre 2014

Una super molecola capace d’impedire la diffusione di un cancro all’interno di un organismo. La proteina è stata sperimentata all’Università di Stanford.

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Cancro, creata la molecola che blocca la metastasi

Una molecola capace di bloccare la diffusione di un cancro all’interno dei nostri organismi. La ricerca effettuata all’Università di Stanford ha permesso la realizzazione di una proteina, la quale bloccherebbe il cosiddetto processo di metastasi, ovvero la diffusione da un organo ad un altro di un determinato processo biologico.

Lo studio, pubblicato su Nature Chemical Biology, ha portato gli esperti a creare una “variante” della proteina Axl: due di queste molecole, nella loro versione naturale, permetterebbero la metastasi se in contatto con altre due molecole, stavolta di tipo Gas6. Tale condizione spingerebbe quindi il cancro a diffondersi da organo ad organo, ma la versione modificata dell’Axl farà “da esca” per attirare e bloccare l’agente cancerogeno. Gli esperimenti effettuati sui topi sono risultati piuttosto incoraggianti, visto che con l’utilizzo di tale proteina la metastasi è stata bloccata con una percentuale tra il 75% al 90%.

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Uno tra gli autori dello studio, Amato J. Giaccia, ha spiegato con grande soddisfazione i risultati ottenuti nell’ambito di tale esperimento:

È una terapia molto promettente che dagli studi preclinici sembra efficace e non tossica. Potrebbe aprire a un nuovo approccio al trattamento del cancro. La maggior parte dei pazienti che muoiono per un cancro sono colpiti da forme metastatiche della malattia.

Attualmente, per bloccare la metastasi, vengono principalmente utilizzate le chemioterapie, le quali non solo risultano spesso inefficaci, ma comportano anche numerosi effetti collaterali, purtroppo ben noti. Dopo la sperimentazione effettuata sui roditori la produzione della proteina è già in corso: la Ruga Corporation, start-up biotech di Palo Alto in California, si sta occupando di ulteriori test, in modo tale da capire se tale molecola potrà essere adoperata per un possibile utilizzo sugli esseri umani. La speranza è che tale scoperta possa rappresentare, finalmente, la soluzione definitiva per debellare uno tra i più grandi mali degli ultimi secoli.

Foto: it.gde-fon.com

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