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Bullismo a Napoli, 14enne ferito col compressore: ma la stupidità è un fenomeno nazionale

Redazione sab 11 ottobre 2014

In Italia ci sono stati tanti altri casi simili di cui nessuno parla

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Bullismo a Napoli,14enne ferito col compressore: ma la stupidità è un fenomeno nazionale, tutti i casi simili in ItaliaBullismo a Napoli, fa ancora clamore il caso del 14enne aggredito e ferito con un compressore da tre balordi. Viene sottoposto ad un’intervento di 7 ore, gli viene asportato il colon, lotta tra la vita e la morte per uno “scherzo”. La sua vita è ormai compromessa, condizionata. Il branco che ha compiuto questo scempio è composto da tre persone di 24 anni, l’esecutore materiale della violenza è un ragazzo, padre di un bambino. Tutti e tre gli aggressori hanno precedenti per reati contro il patrimonio e per spaccio. Il ragazzino 14enne rischia la vita e avrà un’esistenza segnata per sempre, sia fisicamente che psicologicamente. No per favore, non veniteci a parlare di “bravi ragazzi” e di scherzo finito male.

Bullismo, tutti i casi simili in Italia

Ma purtroppo questo non è né il primo né l’ultimo caso di bullismo in Italia. A dimostrazione che la stupidità è un fenomeno nazionale, ci sono stati tanti altri casi simili in Italia. Nel 1992 a Mulazzano, Lodi, un ragazzo 32enne del Bangladesh viene ricoverato d’urgenza quando un compagno gli ha scaricato una pistola di aria compressa nell’intestino. Nel 2009 a Troina, Enna, tre ragazzi aggrediscono un compagno in officina poiché si era ribellato ai continui sfottò. Con un compressore gli perforano l’intestino. Nel 2011 un operaio 49 ad Aviano, Pordenone, viene colpito da un collega con un compressore sparachiodi. Per un anno è costretto a portare un sacchetto intestinale esterno. Ancora ad Aosta nel 2013 un 17enne viene aggredito con un compressore da un compagno: riporta gravi danni all’intestino.

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Bullismo, un fenomeno nazionale che non ha confini geografici

E ritorniamo al caso del 14enne ferito gravemente a Pianura, quartiere di Napoli, l’ultimo di questa sorta di black list. Come abbiamo tristemente notato la stupidità non ha geografia, si muove come un’onda anomala da Nord a Sud senza distinzioni e a tutte le latitudini. E allora non si criminalizzi Napoli, ma la stupidità in tutte le sue sfumature più grette e meschine. E chiamiamo le cose col loro nome. Forse è riduttivo parlare di bullismo, poiché se infili un compressore nel posteriore di un 14enne sai bene che rischi anche di ucciderlo. E’ la logica del branco: sono persone deboli, che si sentono forti solo in gruppo. Quindi basta stereotipi. O meglio, che lo stereotipo sia usato in maniera costruttiva per aprire la mente delle persone e focalizzarsi sul vero problema. Se lo stereotipo deve essere usato solo per rafforzare un’idea negativa, del “sentito dire”, siamo ancora molto indietro come paese. Il bullismo va bollato come criminale e delinquenziale, ovunque esso si sviluppi, senza distinzioni geografiche o campanilistiche.

Foto: Flickr- Arcigaynapoli

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