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Borsellino ricordato da Napolitano nel giorno della memoria “Tutta Italia gli è grata”

ven 19 luglio 2013

Cade oggi il 21° anniversario della morte di Paolo Borsellino, il giudice che fu ucciso dalla Mafia il 19 luglio 1992.

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Borsellino ricordato da Napolitano nel giorno della memoria “Tutta Italia gli è grata”

19 luglio 2013: forse per molti sarà una data qualunque, un giorno in più da cancellare sul calendario ma per chi ha memoria storica e coscienza civile, non è un giorno qualsiasi. È il giorno dedicato alla memoria di Paolo Borsellino, il giudice ucciso dalla Mafia proprio il 19 luglio del 1992 in Via D’Amelio. Il ricordo del magistrato è ancora vivo nei cuori e nella mente dei siciliani e, in generale, degli italiani che non dimenticheranno mai il la passione e il coraggio che Borsellino investì per portare avanti la sua battaglia contro Cosa Nostra.

L’ATTENTATO – Quel triste giorno non fu spezzata solamente la vita del valoroso magistrato, al tempo Procuratore della Repubblica a Marsala, ma anche quella dei cinque agenti della scorta che avevano il compito di proteggerlo. Morirono il caposcorta Agostino Catalano e gli agenti Emanuela Loi (prima donna a far parte di una scorta e a cadere in servizio), Vincenzo Li MuliWalter Eddie Cosina e Claudio Traina. L’unico sopravvissuto fu Antonino Vullo, risvegliatosi in ospedale dopo l’esplosione, in gravi condizioni L’esplosione, avvenuta appunto in via Mariano D’Amelio dove viveva la madre di Borsellino, aveva per mezzo una Fiat 126 contenente circa 100 kg di tritolo.

IL RICORDO DEI BAMBINI – Proprio in Via D’Amelio, stamattina, a partire dalle 8,30 sono arrivati tanti bambini che hanno riempito la strada simbolo della lotta alla Mafia. L’iniziativa è stata portata avanti dall’associazione “Laboratorio Zen Insieme”, che ha indetto anche dei percorsi ludici ed educativi per l’educazione alla legalità. Nel pomeriggio interverranno anche diversi magistrati come Antonino di Matteo, uno dei pm del processo della trattativa tra Stato e mafia e Domenico Gozo, procuratore aggiunto di Caltanissetta. Alle 16.58 ci sarà un minuto di silenzio con l’Inno di Mameli e alle 18.30 saranno consegnate le targhe del movimento “Agende rosse”. In serata arriveranno in via D’Amelio Sabina Guzzanti, Marco Travaglio e Vauro per ricordare il giudice Borsellino. Paolo Borsellino, Salvatore e Rita, fratelli del giudice scomparso, hanno chiesto esplicitamente ai politici di non partecipare all’evento.

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L’OMAGGIO DELLE ISTITUZIONI –  Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha inviato un messaggio “commosso” a Manfredi Borsellino, nel quale ricorda con affetto Paolo Borsellino:

L’esempio e l’eredità che Paolo Borsellino ci ha lasciato – come tutti coloro che si sono sacrificati per tutelare i valori di giustizia, libertà e democrazia – sono oggi alla base delle iniziative sempre più numerose che spontaneamente si sviluppano nella società civile contro ogni forma di violenza e di insidiosa infiltrazione della criminalità organizzata […] Come ho ricordato il 23 maggio scorso, con i tragici attentati del 1992 in cui persero la vita Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, l’Italia fu ferocemente colpita nelle persone di suoi servitori eccezionali, di grandi magistrati, di autentici eroi di quella causa della legalità e della difesa dello stato costituzionale con la quale si erano identificati.

Anche il Primo Ministro, Enrico Letta, ha definito come “sacrificio indelebile” quello compiuto dal giudice Borsellino:

La memoria del sacrificio di Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta è in tutti noi […] anche per quanto riguarda l’impegno sul futuro e, in particolare, il riconoscimento importante di quel risultato, dell’approvazione da parte della Camera della modifica dell’articolo 416 ter, è un riconoscimento che va proprio in questa logica e in questa memoria […] Il nostro impegno è a far sì che l’approvazione finale di quel provvedimento arrivi entro estate qui al senato. Credo che sia la migliore risposta nella giornata di oggi a questo richiamo alla memoria che ci unisce tutti.

La lotta alla mafia non può essere solo una battaglia di ideali: dobbiamo intervenire sulle condizioni di sviluppo e dobbiamo dare ai magistrati gli strumenti e le risorse per combattere la mafia anche attraverso la repressione dei reati correlati, a partire da quelli di corruzione, falso in bilancio, riciclaggio e autoriciclaggio”. Così Piero Grasso ricordando in aula Paolo Borsellino.

[Foto: Vincenzo Caico via Compfight]

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