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Bambini venduti su Facebook: ecco come fanno

Marco mer 30 novembre 2016

Un programma di Al Jazeera ha svelato come in Malesia sia stato messo su un commercio di bambini su Facebook, diversi i soggetti coinvolti

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Bambini venduti su Facebook: ecco come fanno

Bambini venduti su Facebook: c’è un vero e proprio traffico illecito di innocenti, scovato da Chan Tau Chou e dal team di 101 East che hanno confezionato un reportage ai limiti dell’incredibile per Al Jazeera. In Malesia esiste una vera e propria organizzazione dedita alla vendita di bambini, che vengono ceduti al miglior offerente.

Fingendosi potenziali acquirenti per quattro mesi, i reporter sono riusciti ad entrare in contatto con diversi soggetti che lavorano in questo “mercato nero” dell’infanzia. Poiché in Malesia le pratiche per ottenere l’adozione di bambini sono lunghe e costose, si preferisce la via più veloce, ossia quella di rivolgersi ai “mercanti” di innocenti.

Tra i canali sfruttati da questa gente senza scrupoli, c’è anche Internet, con i social network in prima fila. Su Facebook sono state scovate pagine Web all’interno delle quali ci sono dei veri e propri cataloghi virtuali con peso, altezza, colore della pelle. Nel racket, secondo quanto è risultato ai giornalisti, sono risultati coinvolti anche poliziotti e funzionari statali corrotti.

Bambini venduti: cifre non calcolabili

Ad oggi, non è possibile stabilire quanti bimbi siano stati “piazzati” con questo metodo, ma data la facilità con la quale ci sono riusciti i reporter, si suppone che le cifre siano altissime. Decine e decine, invece, le pagine Facebook dedicate a questo mercato nero. Alcune sembrano inizialmente voler proporre in affidamento i bambini, ma poi in realtà fanno tutt’altro. Altre, invece, parlano esplicitamente di bambini i cui genitori non vedono l’ora di disfarsi.

Non mancano veri e propri prezzari, determinati principalmente dal sesso e dal colore della pelle: i bambini bianchi sono quelli più costosi, più economici quelli scuri. La maggior parte dei bambini proviene da madri indonesiane, poiché le malesi, dopo aver venduto un bambino per cifre che vanno da 1800 a 2500 dollari, non è raro che lo rivogliano indietro. Compiacenti anche i medici, che in caso di nascituri, sono in grado addirittura di sostituire nell’atto di nascita il nome della vera madre con quello dell’acquirente.

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