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Allarme Vesuvio, l’Osservatorio Vesuviano interviene: ”Ecco la verità”

Giuseppe lun 24 agosto 2015

Negli ultimi giorni alcuni vulcanologi hanno lanciato l’ennesimo allarme Vesuvio. L’Osservatorio Vesuviano è intervenuto sulla vicenda, svelando la verità.

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Allarme Vesuvio, l’Osservatorio Vesuviano interviene: ”Ecco la verità”

Sono passati circa settant’anni dall’ultima eruzione di uno tra i vulcani più pericolosi al mondo. Nel corso del tempo diversi scienziati ed ingegneri hanno installato apparecchiature capaci di monitorare l’attività magmatica nella zona comprendente il Vesuvio e i Campi Flegrei, in modo tale da poter prevedere con sufficiente anticipo una possibile eruzione. Ciclicamente scoppiano quindi dei veri e propri allarmi su un’imminente esplosione, e gli ultimi nell’ordine ad avvertire i mass media e i social sono stati due vulcanologi, Giuseppe Mastrolorenzo e Lucia Pappalardo.

L’allarme Vesuvio sarebbe scaturito dal rilevamento di un innalzamento del terreno, intorno al vulcano, di 20-30 centimetri. I due vulcanologi hanno poi sottolineato l’inadeguatezza dei piani di evacuazione istituiti, ponendo l’accento sulla mancanza di test concreti. La notizia ha ovviamente fatto rapidamente il giro dei social italiani. Siamo quindi vicini ad una nuova eruzione? Le tre milioni di persone che abitano nella famigerata zona “rossa”, quella che subirebbe i maggiori danni in caso di esplosione vulcanica, sono davvero in pericolo?

L’Osservatorio Vesuviano è l’ente che controlla giornalmente l’attività sismica sia del Vesuvio, sia al di sotto dell’area flegrea. Di conseguenza, in seguito alla massiccia diffusione dell’allarme, ha deciso di chiarire alcuni punti sulla possibile eruzione:

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1) Non esiste alcun lavoro pubblicato dalla rivista Nature a firma congiunta (in parole povere, non si tratta di un articolo scritto e firmato da due persone, ma di più di un articolo, ndr) dei Ricercatori citati dai media in questione (Giuseppe Mastrolorenzo e Lucia Pappalardo, ndr);
2) Il Vesuvio è un vulcano attivo, come i Campi Flegrei ed Ischia, quindi non c’è bisogno di alcuna nuova “scoperta” per sapere che prima o poi potrà eruttare; possibile eruzione che però non è sicuramente imminente,visto che non c’è alcun segnale che distingua l’attuale attività da quella degli ultimi 71 anni, ossia quiescenza;
3) Il fatto che esista una sorgente, laminare, di magma tra 8 e 10 km di profondità che alimenta tutta l’area vulcanica campana non è stato scoperto dai Ricercatori citati bensì da chi effettuò, tra il 1994 ed il 2001, gli esperimenti di tomografia sismica al Vesuvio ed ai Campi Flegrei (tra cui il sottoscritto); è un fatto talmente noto che anche il numero di Settembre di Focus, nel suo articolo sui nostri vulcani, lo rende graficamente nella figura principale; e non ha alcuna implicazione allarmistica: semplicemente, nei primi anni del 2000, riuscimmo a definire, come forma e come profondità, la sorgente magmatica di alimentazione primaria dei vulcani campani;
4) I 20/30 cm di sollevamento di cui si riferisce non sono relativi al Vesuvio bensì all’area dei Campi Flegrei , e sono stati accumulati in più di 10 anni.

Nessun pericolo, quindi. Anche se urge un piano di evacuazione adeguato.

Foto: huffingtonpost.it

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