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Terremoto: sette cose da non fare durante e dopo una scossa

Giuseppe mer 24 agosto 2016

Il fenomeno del terremoto è uno tra i più temuti in assoluto. Quando si avverte una scossa, bisogna però cercare di non commettere azioni sconsiderate.

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Terremoto: sette cose da non fare durante e dopo una scossa

Il terremoto che nella notte del 24 agosto 2016 ha colpito la provincia di Rieti (un sisma di magnitudo 6,0 verificatosi alle 3.38 del mattino ad Accumoli, paese equidistante tra Norcia e Amatrice) ha risvegliato nel popolo italiano antiche paure. Non possiamo non ricordare alcune tra le più grandi tragedie che abbiano colpito il nostro paese negli ultimi secoli: dal terremoto in Irpinia degli anni ’80 a quelli dell’Aquila del 2009 e dell’Emilia del 2012. In visione di tali drammi è difficile mantenere la calma ogni qualvolta si presenti un terremoto, ma risulta necessario al fine di scampare ad eventuali pericoli correlati al sisma. Ci sono, al contrario, particolari azioni da evitare tassativamente, ecco quali.

Non farsi prendere dal panico

Può sembrare banale, ma mantenere i nervi saldi ci permette di evitare possibili azioni dannose. Scappare a gambe levate senza un minimo di criterio, per esempio, non risulta certo la soluzione al problema. Se ci troviamo in un luogo chiuso, fiondarsi verso l’uscita potrebbe esserci addirittura fatale: è invece utile ripararsi sotto il vano di una porta di un muro portante o sotto un tavolo, allontanandosi il più possibile da mobili e finestre.

Video ritrovamento e soccorso di persone sotto le macerie da parte del Corpo #forestale dello Stato in località Capodacqua in provincia di Ascoli Piceno

Pubblicato da Corpo forestale dello Stato su Mercoledì 24 agosto 2016

Non precipitarsi verso scale o ascensori

Durante un terremoto lo stimolo di scappare all’esterno di un edificio è forte. Catapultarsi verso scale o ascensori per raggiungere al più presto l’aria aperta sembra, apparentemente, la soluzione migliore. Sbagliato! Talvolta le scalinate possono essere proprio la parte più debole dell’edificio, mentre l’ascensore potrebbe bloccarsi a causa di possibili guasti, al marchingegno o all’energia elettrica.

Evitare l’utilizzo delle automobili

Questo invece è un consiglio riferito a ciò che accade dopo un terremoto. Per permettere una viabilità adeguata, è consigliabile usufruire dell’automobile solo in caso di estrema necessità: è infatti necessario che le vie delle strade siano il più libere possibili, per permettere alle vetture specializzate nei soccorsi di raggiungere chi ne ha bisogno.

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Non intasare le linee telefoniche

Oltre alle strade, sarebbe di grande utilità lasciare il più libere possibili anche le linee telefoniche. Usarle solo in casi di estrema urgenza, in modo tale da permettere ai più bisognosi di contattare repentinamente i numeri speciali adibiti ai soccorsi.

Non sostare in prossimità di terreni franosi, ponti e spiagge

Nel caso ci trovassimo già in auto al termine di un terremoto, può essere utile raggiungere uno spazio aperto e sostare il veicolo, per i motivi evidenziati poc’anzi. L’importante è stare alla larga da ponti e terreni franosi: al termine di una scossa, i danni registrati potrebbero essere tali da provocale crolli e frane, mettendo a repentaglio l’integrità della vostra vettura e, nel caso vi trovaste ancora in macchina, della vostra vita. In casi estremi, ma assolutamente plausibili, potreste aver a che fare anche con uno tsunami.

Vicini alle popolazioni colpite del terremoto di questa notte nel Centro Italia.

Accertati finora almeno 21 vittime e 100 dispersi.

Giornate così non dovrebbero esistere… ?

Pubblicato da Allweb360.com su Mercoledì 24 agosto 2016

Non stazionare intorno a linee elettriche

Ovunque vi troviate, distanziatevi il più possibile dalle linee elettriche. Posizionatevi in una zona aperta, lontano da costruzioni, impianti industriali e affini: potrebbero verificarsi dei gravi incidenti a tali stabilimenti, tra cui possibili incendi provocati proprio dal malfunzionamento e/o dalla rottura delle linee elettriche.

Evitare di curiosare in giro

La curiosità è un tarlo che tormenta l’uomo fin dall’alba dei tempi, ma in tal caso, è meglio pensare prima alla propria pelle. Evitare, quindi, di dirigersi verso zone dove si stanno verificando incendi, incidenti ed affini, solo per spirito cognitivo: raggiungere, invece, le aree d’attesa individuate dal piano d’emergenza comunale.

Foto: youtube.com