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Morire di parto, le cause principali: malasanità o tragedia?

Redazione mar 5 gennaio 2016

Esistono diverse malattie che possono provocare la morte in gravidanza: occorrono strutture attrezzate e personale medico preparato per far fronte a qualsiasi problematica possa verificarsi prima, durante e dopo il parto

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Giovanna Lazzari

Nell’ultima settimana in diversi ospedali d’Italia si sono verificati 5 casi di morte di parto, un’incidenza altissima che induce a far riflettere e che sicuramente spinge ad intervenire immediatamente. Una delle donne a morire di parto è stata Angela Nesta a Torino con la sua bimba. Poi è toccato a Giovanna Lazzari, deceduta a Brescia con la bimba che aveva in grembo a causa di un’infezione batterica. A Verona è morta di parto Anna Massignan col piccolo in grembo. A Bassano è morta Marta Lazzarin alla ventunesima settimana di gravidanza. Ed ancora a Foggia è morta in casa una ragazza 23enne al nono mese di gravidanza, riuscendo a salvare la figlioletta. Ma la lista di tragedie simili si è allungata ancora negli ultimi giorni. Una donna di 27 anni a Modena ha perso il bambino durante il travaglio, così come una ragazza 22enne a Sanremo ha protratto la gravidanza fino alla 41esima settimana, ma il piccolo è morto prima di nascere. E’ stata costretta ad intervenire anche Beatrice Lorenzin, ministro della Salute, che in alcuni casi ha sottolineato che si tratta di tragiche fatalità e non ci sono colpe da imputare ai servizi sanitari ed ospedalieri. Da un’altra parte ha chiesto che si faccia la massima chiarezza su questi casi di morte di parto, sottolineando la necessità di partorire in strutture sicure ed attrezzate. In Italia ci sono circa 50 casi di morte di gravidanza, e non può consolare il fatto che i numeri siano in linea con la media dei paesi europei poiché molte possono essere evitate. Si possono individuare due tipi di cause di mortalità materna: diretta (legate a condizioni della gravidanza) e indiretta (legate a cause indipendenti e preesistenti aggravate dal fatto di aspettare un bambino). Malasanità o tragica fatalità? Andiamo a scoprire perché si muore di parto.

Emorragia post partum

La principale causa di morte di parto cesareo o naturale è l’emorragia post partum. Solitamente i centri di alto livello sono dotati di attrezzature e competenze necessarie per far fronte a questo tipo di emergenza, intervenendo in modo tempestivo ed efficace. Si possono individuare almeno due tipologie di emorragia post partum: primaria e secondaria. Quella primaria è definita come una perdita di sangue superiore ai 500 ml nelle prime 24 ore dopo il parto. Quella secondaria si verifica tra le 24 ore e le 12 settimane dopo il parto. In questi casi c’è una perdita considerevole di sangue ed una modifica significativa dello stato emodinamico della donna. La diagnosi risulta essere particolarmente complicata, poiché durante la gravidanza ci sono dei cambiamenti nel corpo della donna che aumenta di circa il 40% il volume plasmatico, e di circa il 25% dei globuli rossi. Quindi, soprattutto nelle donne giovani ed in buona salute, non si verificano cambiamenti significativi o preoccupanti prima che la perdita ematica raggiunga i 2-3 litri. Una volta individuata l’emorragia, se non si dispone della giusta attrezzatura e della giusta conoscenza potrebbe essere troppo tardi.

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Disturbi ipertensivi in gravidanza

Morte in gravidanza

I disturbi ipertensivi rappresentano una delle cause di morte di parto. L’ipertensione arteriosa se non curata adeguatamente durante la gravidanza può causare malattie immunologiche, l’eclampsia e la pre-eclampsia, che a loro volta possono provocare  danni al fegato, alla placenta, al cervello, al sistema cardiovascolare e al sistema ormonale. L’ipertensione può portare ad un parto prematuro con tutti i rischi che ne derivano. L’eclampsia può provenire dalla placenta della mamma oppure essere di tipo genetico. I sintomi sono l’ipertensione, un edema diffuso dovuto ad un’insufficienza renale, convulsioni e disturbi neurologici quali mal di testa e calo della vista. Il consiglio è di avere un’alimentazione equilibrata concordata con il proprio medico, e di praticare attività fisica regolare.

Tromboembolismo

Altra causa diretta di morte materna è il tromboembolismo, che può verificarsi prima e dopo il parto. Si manifesta con la formazione di un coagulo di sangue in qualsiasi parte del sistema nervoso, ma principalmente si forma alle gambe. Il periodo più critico è nelle prime settimane dopo il parto, quando il rischio di tromboembolismo aumenta di circa 20 volte. Ad aumentare la possibilità di questa malattia ci sono precedenti episodi trombotici ma anche obesità, l’età avanzata della madre e l’immobilità. Ogni donna dovrebbe sottoporsi a controlli di valutazione del rischio di tromboembolismo sia prima che dopo il parto. I sintomi del tromboembolismo sono edemi, dolori alle gambe e alla parte basse dell’addome, tosse e shock ipotensivo. Chi accusa sintomi di tromboembolismo deve seguire un trattamento a base di eparina a basso peso molecolare.

Cause indirette di morte di parto

Finora abbiamo considerato le cause dirette della morte di parto, ma non bisogna sottovalutare le cause indirette di morte di parto. In queste circostanze determinate malattie già esistenti vengono aggravate dalla nascita di un bambino, in tali casi di parla di gravidanza a rischio. Si può morire di parto per disturbi cardiovascolari (36%), disturbi cerebrovascolari (21%) e neoplasie (14%). Infine non bisogna dimenticare le infezioni, che causano l’11% delle morti in gravidanza, ed i suicidi, che rappresentano il 12% delle cause di morti materne. In tali casi è opportuno fornire alla mamma in questione un adeguato supporto psicologico per superare la depressione post partum.