Lager a Napoli: segrega figlia in casa con l’immondizia per 8 anni

Una vera e propria casa lager a Napoli al Vomero: una madre ha infatti segregato la figlia in una stanza, tra l’immondizia, per ben 8 anni

Lager a Napoli: segrega figlia in casa con l’immondizia per 8 anni

Una vera e propria casa lager a Napoli, nel quartiere Vomero: Chiara G., 36 anni, è stata infatti ritrovata in una casa di 120 metri quadrati situata a Via Luigi Calderi letteralmente segregata tra spazzatura e sporcizia. La madre 69enne, R.S., l’avrebbe rinchiusa all’interno dell’appartamento per ben 8, lunghissimi anni.

Chiara è stata ritrovata dalla polizia in seguito ad una segnalazione anonima avanzata da una persona estranea al civico dell’appartamento lager a Napoli, al numero 141. La persona suddetta aveva addirittura ipotizzato la morte della ragazza, ormai scomparsa da tempo e mai più vista da nessuno. Nel corso degli anni diverse persone avrebbero tra l’altro sentito gli strilli della vittima della reclusione, fino ad un silenzio che ha comunque destato preoccupazione. La madre di Chiara avrebbe giustificato tale evento affermato di aver portato la figlia dalle suore.


Lager a Napoli: il “modus-operandi” della madre di Chiara

R.S., ex insegnante, avrebbe confessato di aver visitato la figlia rinchiusa in casa solo due volte a settimana, solo per portargli una busta contenente cibo e bevande. Nel frattempo, la madre viveva a poche centinaia di metri dal lager a Napoli trascorrendo una vita normale a casa di un familiare. Quando il 118 ha ritrovato Chiara reclusa all’interno dell’appartamento incriminato, per la madre sono scattate subito le manette.

La donna è stata ritrovata nel lager in condizioni psicofisiche disastrose, mal nutrita e circondata da buste della spazzatura ed escrementi. Tentava di riscaldarsi usando un asciugacapelli, ed erano ben due settimane che la madre non le portava cibo. Dopo numerosi tentativi, la polizia è riuscita a convincerla ad uscire dall’appartamento, riuscendo pian piano anche a farla sorridere nonostante la traumatica esperienza. Per la madre, invece, pesa l’accusa di sequestro di persona aggravato e continuato, lesioni personali e maltrattamenti in famiglia, con susseguente reclusione nel carcere di Pozzuoli. Una storia davvero agghiacciante, che sorprende soprattutto perché verificatasi in una “zona-bene” di Napoli.

Foto in anteprima: lastampa.it

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