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Conflitto Israele-Palestina: le 10 cose che non sapevi

Redazione lun 14 luglio 2014

Storia e origini di un conflitto che dura ormai da più di 100 anni

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Conflitto Israele-Palestina: le 10 cose che non sapevi

Conflitto Israele-Palestina, una guerra che dura da oltre 100 anni. Sembra davvero lontana la parola fine alla tragedia che sta succedendo nella striscia di Gaza, dove faticano a tacere le armi che invece continuano a farla da padrone. Ma da dove nasce tanto odio e tanto astio tra questi due popoli? Cerchiamo di analizzare il conflitto Israele-Palestina andando alle origini e facendo una sorta di cronistoria che ha scandito le tappe tragiche di questa vicenda.

Conflitto Israele-Palestina. 1- Una guerra nata agli albori del ‘900

Le prime frizioni si ravvisano già verso la fine dell’800 con l’autonomia di Gerusalemme dall’Impero Ottomano. Nei primi anni del ‘900 la popolazione arabo-palestinese si sente minacciata dall’immigrazione sempre più massiccia degli ebrei, così nascono i primi movimenti nazionalistici.

2- L’inizio della fine: la caduta dell’Impero Ottomano e le due guerra mondiali

La situazione diventa sempre più ingarbugliata con la caduta dell’Impero Ottomano e la fine della prima guerra mondiale. Nel 1917 la Gran Bretagna riconosce agli ebrei emigrati dall’Europa il diritto di formare un “focolaio nazionale” all’interno del territorio palestinese. Nel secondo dopoguerra la questione viene affidata alle Nazioni Unite, che nel 1947 con la risoluzione Onu n.181 prevede due stati indipendenti, Israele e Palestina, e un regime speciale per Gerusalemme. Ai palestinesi viene concesso il 45% dei territori, il restante agli ebrei. Una risoluzione che di fatto non risolve niente, sarà l’inizio della fine.

3- La nascita di Hamas

Spesso la Palestina viene associata con Hamas, che in realtà è un’organizzazione paramilitare e terroristica. Nata nel 1987, Hamas in arabo significa “Movimento islamico di resistenza” e ha come obiettivo la cancellazione di Israele e la sua sostituzione con uno stato Palestinese. Hamas si è resa protagonista di svariati attacchi suicidi contro l’esercito e la popolazione israeliana, ma si è guadagnata una certa popolarità tra i palestinesi con la costruzione di ospedali, scuole e biblioteche nella striscia di Gaza. Nel gennaio 2006 Hamas vinse a sorpresa le elezioni parlamentari palestinesi aggiudicandosi 74 dei 132 seggi disponibili alla Camera.

4- Gli accordi di Oslo e l’illusione della pace

Nel 1993 vengono ratificati gli accordi di Oslo tra Yasser Arafat, leader dell’OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina) e Shimon Peres e Yitzhak Rabin come rappresentati di Israele, alla presenza del presidente statunitense Bill Clinton. Sembrò essere l’alba di una nuova era dove finalmente potesse regnare la pace, ma la situazione precipitò nuovamente nel giro di pochissimi anni.

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5- La passeggiata di Sharon alla spianata delle moschee

In questi decenni il conflitto Israele-Palestina è stato caratterizzato da intimidazioni e provocazioni, e i rispettivi leader politici non hanno fatto altro che gettare benzina sul fuoco. Una delle più grandi provocazioni della guerra israelo-palestinese risale al 2000 quando Ariel Sharon, capo dell’opposizione del parlamento israeliano, con una scorta di circa 1000 uomini fece il suo ingresso alla spianata delle moschee di Gerusalemme. Quel gesto, passato alla storia come “la passeggiata di Sharon”, era un messaggio ai palestinesi per far capire che anche quel luogo sacro ai musulmani era sotto il controllo di Israele. Seguirono una serie di scontri e rappresaglie che diedero il via alla seconda Intifada (“rivolta” in arabo).

6- Iron Dome, lo scudo d’acciaio di Israele

Nel corso degli anni anche i mezzi tecnologici e militari si sono raffinati. Hamas colpiva Israele con razzi sempre più sofisticati e precisi, così nel 2011 è stato ideato il cosiddetto Iron Dome, uno scudo d’acciaio capace di intercettare razzi e proiettili di artiglieria fino a 40 km di distanza. E’ operativo sia di giorno che di notte e funziona in ogni tipo di condizioni meteo.

7- Gli omicidi mirati

Nel 2006 la Corte Suprema di Israele ha giudicato ammissibili gli omicidi mirati. Secondo il diritto israeliano infatti è lecito assassinare persone che hanno compiuto attacchi o sono sul punto di attaccare Israele, quando non esiste un altro metodo convenzionale per fermare i presunti attacchi terroristici.

8- La goccia che fa traboccare il vaso e la riesplosione del conflitto Israele-Palestina

La situazione tra Israele e Palestina è sempre stata elettrica, la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il ritrovamento il 30 giugno dei corpi dei tre ragazzi ebrei rapiti il 12 giugno. Il premier israeliano Netanyahu ha tuonato contro Hamas: “La pagherà”. Hamas dal canto suo ha risposto: “Ogni offensiva di Israele aprirà le porte dell’inferno”.

9- Una escalation di violenza e crimini abominevoli

E nella striscia di Gaza si è scatenato realmente l’inferno. La rappresaglia di Israele è stata brutale e di una violenza assolutamente disumana. Molti video riprendono soldati israeliani arrestare bambini indifesi o strapparli via dalle loro madri. I crimini compiuti dall’esercito israeliano sono tra i più efferati e malvagi, come costringere un ragazzo palestinese a bere benzina per poi bruciarlo vivo.

10- E gli Usa stanno a guardare

Quando si creano situazioni così gravi a livello mondiale gli Usa si sono eretti a paladini della giustizia, intervenendo militarmente ed “esportando” la democrazia, come dimostrano gli interventi in Afghanistan e Iraq. Ma gli Stati Uniti avevano sempre un interesse politico o economico. Nella spinosa questione israeliana gli Usa preferiscono non mettere il naso, anche perché Israele rappresenta l’occhio dell’Occidente sull’Oriente e non vuole interferire con uno stato alleato.